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Mediterraneo, profondo cimitero per una speranza

Redazione on 14 dicembre 2017 - 02:26 in Attualità, Primo Piano

Il Mediterraneo è diventato un cimitero per molti di coloro che fuggono da violenza, povertà e orrore della guerra nei loro Paesi d’origine, un tributo di vite umane pagato ad un mare, il mare Nostrum, un tempo percorso da navi ricche di carichi preziosi provenienti dalle sue coste amiche.

migrantiIl 2016 è diventato – dati aggiornati al 3 novembre – l’anno più letale mai registrato per i migranti che scelgono la rotta del Mediterraneo. 4220 è il numero dei morti nel Mediterraneo nel 2016. “Mai così tanti”, ha dichiarato Flavio di Giacomo, portavoce Oim. L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni dichiara che nello stesso lasso di tempo, si registrano circa 725 morti in più rispetto al 2015.

I dati sono peggiorati dopo i due naufragi avvenuti nella prima settimana di novembre. Il primo naufragio ha coinvolto un gommone che trasportava circa 140 persone, per la maggior parte originarie dell’Africa occidentale. L’imbarcazione è partita nella notte tra martedì e mercoledì. Dopo qualche ora di navigazione il gommone si è capovolto. I migranti sono caduti tutti in acqua. Quando sono arrivati i soccorsi, coordinati dalla Guardia Costiera italiana, la maggior parte dei migranti era purtroppo già dispersa in mare.

I sopravvissuti sono 27, i corpi recuperati 12, tra cui quelli di tre bambini. I sopravvissuti sono stati portati a Lampedusa, dove hanno riferito allo staff Oim che a bordo vi erano sei bambini e 18 donne, alcune in stato di gravidanza. Tre sopravvissuti sono stati portati in ospedale, e uno sarebbe in gravi condizioni. Le vittime, tra corpi recuperati e migranti dispersi, sarebbero tra i 112 e i 113.

Insieme ai 27 sopravvissuti sono arrivate a Lampedusa altre due donne, che hanno riferito di essere state soccorse a seguito di un altro naufragio accaduto sempre mercoledì, intorno alle 5 di mattina. Le donne si trovavano su un gommone e i dispersi in questo caso sarebbero 128. L’Oim riferisce che 335,031 è il numero dei migranti e rifugiati entrati in Europa via mare nel 2016 (dati aggiornati al 2 novembre 2016): arrivano soprattutto in Grecia (169.901) e in Italia (159.496).

“Le operazioni di soccorso in mare stanno diventando una corsa attraverso un cimitero marittimo”, ha dichiarato il capo delle operazioni di migrazione di Medici Senza Frontiere, Stefano Argenziano, in una dichiarazione sul web. Per l’aumento del numero di morti, l’agenzia dell’Onu per i rifugiati (Unhcr) accusa maltempo, imbarcazioni fragili e il fatto che i rifugiati stanno sempre più prendendo la via del Mediterraneo centrale, pericolosa, dalla Libia verso l’Italia. Sempre secondo la Commissione delle Nazioni Unite per i Rifugiati, una persona su ogni 88 che tenta di attraversare il Mediterraneo muore in mare. Nel 2015, il rapporto era uno ogni 269 persone.

Ma la rotta mediterranea dalla Libia verso l’Italia scelta dai migranti non è la sola. Il cimitero del Mediterraneo si allarga alle coste orientali tra la Turchia e la Grecia. Qui è stato costruito un vero cimitero galleggiante nel Mediterraneo per commemorare migliaia di siriani annegati.

di Cristina Amoroso

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