/ Europa / L’Italia è ancora il “Bel Paese”?

L’Italia è ancora il “Bel Paese”?

Redazione on 3 aprile 2019 - 04:13 in Europa, Primo Piano

Italia – Nonostante la distruzione sistematica del paesaggio: basi Nato, raffinerie, acciaierie, spiagge asfaltate, periferie degradate, discariche abusive, strade dissestate, resiste (per quanto ancora?) imperterrita e tenace la bellezza di quello che ancora viene definito, probabilmente a ragion veduta, il “Bel Paese”. Una bellezza sempre più mortificata e difficile da capitalizzare. Varie classifiche segnalano da alcuni anni un calo significativo sul fronte turistico. Il quadro che emerge è quello di un Paese impoverito, sfiancato da corruzione, incapacità, incompetenza.

Italia

Messina – Spiaggia di Milazzo

Malgrado ciò, uno studio diretto dai ricercatori Antonio Preiti e Filippo Nardelli, che tiene conto – aldilà dei numeri e delle statistiche – delle percezioni e dell’empatia dei viaggiatori che si fermano nel nostro Paese, emerge che quest’ultimi non ne hanno un’opinione negativa. Dato non trascurabile è che le opinioni dei turisti sono legate principalmente alla bellezza, architettonica e paesaggistica, oltre che ai piaceri che il nostro Paese è ancora in grado di offrire. Infatti, tra gli aspetti più citati e più apprezzati troviamo la ristorazione, i bar, le pasticcerie, ma anche le piazze – considerate luogo di ritrovo e di aggregazione – le spiagge e dulcis in fundo lo shopping. Ad attirare maggiormente gli stranieri sarebbero i piccoli borghi storici, carichi di fascino e bellezza. Fra le mete più visitate primeggiano Taormina, Lucca, Siena e Merano. I giudizi più critici, invece, riguardano l’inefficienza dell’organizzazione in generale, a cominciare dai trasporti e dalle infrastrutture (i cosiddetti fattori freddi).

Risulta inaccettabile che tanta bellezza storica e culturale (sono ben quarantasette i siti inclusi nel Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco) venga trascurata, sprecata, lasciata avvizzire come una pianta senza acqua. Inquieta la frenesia di chi è chiamato ad amministrare la cosa pubblica, nel distruggere anziché preservare e valorizzare. Evidentemente, non si è ancora compreso che il turismo è una notevole fonte di ricchezza in un territorio che possiede storia, tradizioni, bellezza di ineguagliabile suggestione. Un enorme patrimonio artistico e culturale in grado di creare milioni di posti di lavori. Ma tant’è.

Menti piccole e confuse agiscono in ordine sparso. La retorica degli annunci – lontana mille miglia dall’effettività pratica – non stupisce più nessuno. Non si intravede da parte delle autorità competenti neanche in lontananza un cambiamento che introduca un metodo, un sistema o un progetto finalizzato a valorizzare e preservare le peculiarità del nostro territorio. Si naviga a vista senza meta e senza approdo. Ne esce un quadro poco confortante.

Ultima perla tutta italiana. Matera, capitale europea della cultura, è l’unico capoluogo tagliato fuori dalla ferrovia nazionale. Si presuppone che i turisti arrivino lì in mongolfiera o usando il famoso binario nove 3/4 di potteriana memoria. Si è davvero così ingenui da pensare che i turisti, malgrado ciò, qui vogliano approdare?
In prospettiva, le cose cambieranno se, dati alla mano, una squadra di persone capaci e competenti tratterà il turismo come una questione nazionale. Ribadendo l’importanza e la bellezza del nostro territorio che vanta eccellenze nella gastronomia, nella moda, nell’arte: vere e proprie bussole con le quali orientare percorsi tangibili e innovativi.

di Adelaide Conti

Comments are disabled

Comments are closed.

IlFaroSulMondo.it usa i cookies, anche di terze parti. Ti invitiamo a dare il consenso così da proseguire al meglio con una navigazione ottimizzata. maggiori informazioni

Le attuali impostazioni permettono l'utilizzo dei cookies al fine di fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Se continui ad utilizzare questo sito web senza cambiare le tue impostazioni dei cookies o cliccando "OK, accetto" nel banner in basso ne acconsenterai l'utilizzo.

Chiudi