Crisi di Governo, si va verso un Conte Bis

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La crisi di governo più assurda nella storia della Repubblica ha fine alle 20:11 di ieri quando il portavoce del Quirinale, Grasso, legge un comunicato di poche parole dove viene reso pubblico che l’Avvocato Giuseppe Conte è convocato per giorno 29 Agosto alle ore 9:30 per ricevere l’incarico e cercare di formare il nuovo governo. Questa mattina Conte ha accettato con riserva l’incarico e proverà a trovare la quadra e la squadra del nuovo esecutivo. Per capire bene l’andazzo della giornata bisogna fare un passo indietro e isolare i 30 secondi nella quale, Di Maio, annuncia alla stampa che Salvini aveva offerto a lui la poltrona di Primo Ministro. Un invito rimandato al mittente in quanto Di Maio antepone, stando alle sue parole, il bene della nazione al suo.

A dare una cornice a quanto riferito da Di Maio arriva però, intorno alle 20:20 un post del vero dominus del movimento 5 stelle, Beppe Grillo che scrive una frase sibillina: “I ministri vanno individuati in un pool di personalità del mondo della competenza, assolutamente al di fuori dalla politica”. Quanto di più lontano dalla filosofia dei 5 Stelle prima versione, quando si osannava l’incompetenza e si denigrava la politica dei professionisti.

In tutto ciò il Pd si trova nella possibilità di rimettere piede nella maggioranza con ruoli ministeriali di primo piano a discapito di chi appariva, sino ad inizio mese, il vero mastermind del governo, quel Matteo Salvini che nel giro di pochissimi giorni si è ritrovato fuori dal governo e relegato all’opposizione. Una crisi fortemente voluta ma maldestramente orchestrata, una blitzkrieng che non ha lasciato superstiti sul campo. Salvini ha dato al Pd una possibilità che sino all’otto di Agosto poteva solo sognare.

E’ stato abile Matteo Renzi che in uno dei suoi voltafaccia è riuscito a far ingoiare al segretario Zingaretti un accordo che appariva impossibile, va ricordato che il segretario del Pd non controlla i gruppi parlamentari ergo la voglia di andare ad elezioni che contrastava con i desiderata di Renzi che invece voleva il più improbabili degli accordi.

Quello che vince su tutti è Giuseppe Conte, sceso sul campo da gioco senza che nessuno gli desse la minima importanza, visto da molti come un burattino radiocomandato dalla Casaleggio e Associati. Il professore è riuscito a ritagliarsi degli spazi sempre più ampi sino ad ottenere l’endorsment di Donald Trump che lo ha preferito a Salvini. Conte adesso è il vero padrone del campo ed è a lui che dovranno guardare i 5Stelle se vogliono continuare l’esperienza di governo e soprattutto, se vorranno dare una sterzata all’approssimazione e all’asservimento che ha contraddistinto questo primo anno di esperienza politica.

Un Giuseppe Conte, non va di certo dimenticato, che è riuscito ad alzare la testa solo alla fine con quel discorso che molti hanno ammirato ma che, in sostanza, era facile fare in una situazione di sfacelo politico. Vedremo adesso cosa e se cambierà qualcosa, l’Italia ne ha di bisogno.

di Sebastiano Lo Monaco

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