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Usa ed Emirati saccheggiano il petrolio in Yemen

Salvo Ardizzone on 8 agosto 2017 - 04:50 in Medio Oriente, Primo Piano

Le operazioni condotte in Yemen da Usa ed Emirati Arabi Uniti (Uae) sono finalizzate ad acquisire il controllo di petrolio e gas nelle province meridionali del Paese; ad affermarlo sono diverse e concordanti fonti locali.

Secondo Abou Harba, il vicegovernatore di Shabwah, la provincia maggiormente interessata, le forze mercenarie al soldo di Emirati e Usa hanno occupato vaste aree della regione per permettere il saccheggio dei pozzi di petrolio e gas; tesi ripresa domenica scorsa da Yemen News Agency (Saba) e confermata da fonti militari.

Abou Harba ha anche affermato che Usa ed Emirati stanno fomentando una guerra civile nella provincia per meglio realizzare i propri disegni; un alto funzionario locale ha dichiarato che le forze locali sono sotto il comando dell’Uae e che esse non hanno intrapreso alcuna attività per ripristinare la sicurezza, ma sono in combutta con i gruppi di Al-Qaeda e Daesh, sfruttando le loro violenze per giustificare l’occupazione del territorio.

Gli Emirati stanno da tempo espandendo la loro influenza in Yemen e sul Corno d’Africa, puntando a un controllo di quelle aree non solo politico, ma a scopo di sistematico sfruttamento, anche in antitesi con la politica di Riyadh.

Fonti yemenite hanno rivelato che gli Uae stanno assumendo il controllo dell’isola strategica di Socotra, ad essi affittata per 99 anni da Mansur Hadi, il deposto presidente yemenita fantoccio dei sauditi. Secondo Ihs Jane’s Defence Weekly, gli Emirati stanno costruendo una base aerea a Perim, un’isola yemenita nello stretto strategico di Bab el-Mandeb; e ancora, già nel maggio scorso l’Associated Press ha dato la notizia che essi stanno espandendo la loro presenza militare in Africa, sia in Eritrea che nel Somaliland, iniziative finalizzate a dare supporto ai loro programmi di espansionismo e sfruttamento dell’area.

Dal canto loro gli Usa stanno fornendo un fondamentale appoggio logistico e di intelligence all’aggressione che Riyadh ha lanciato contro lo Yemen dal marzo del 2015; un’aggressione che ha causato migliaia di morti fra i civili ed un’emergenza umanitaria ignorata dal mondo, che minaccia un’ecatombe di innocenti consumata nell’indifferenza di media e comunità internazionale.

La misura del cinismo di Washington e Abu Dhabi, a non parlare di Riyadh, è dato dallo sviluppo di Al-Qaeda nelle province orientali e meridionali dello Yemen: le bande dei terroristi, a parole esecrati, sono state sistematicamente aiutate ed utilizzate contro la Resistenza dell’Ansarullah, che tuttavia le ha spazzate via dalle aree che controlla; resta il fatto che esse si sono sviluppate praticamente indisturbate nelle altre province, dilagando in un Paese allo stremo per la bestiale aggressione di cui è fatto oggetto dal 2015.

di Salvo Ardizzone

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