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In Yemen non bastano le bombe, ora arriva anche la droga

Redazione on 18 aprile 2019 - 07:00 in Attualità, Primo Piano

L’aggressione militare saudita contro lo Yemen, che da oltre quattro anni devasta il Paese, non si ferma solo ai bombardamenti e ai massacri di civili, ma sta riempiendo il Paese di droga e spacciatori. Questi beceri criminali (coalizione saudita) sostenuti dall’Occidente non fanno mancare proprio nulla al popolo yemenita. A tal propositoil direttore generale del controllo antidroga dello Yemen, il brigadiere Majid Al-Qayifi, ha dichiarato che la coalizione Usa-saudita cerca di riempire il Paese di droga, consentendo l’ingresso di grandi quantità di droga attraverso le coste yemenite e facilita l’ingresso degli spacciatori.

YemenÈ stato riferito che le forze di sicurezza yemenita stanno contrastando un nuovo e raro tipo di droga che non era noto prima, ma che ha avuto effetti disastrosi sulla società. Si tratta di uno dei più pericolosi tipi di metanfetamine presentato sotto forma di zucchero trasparente o sotto forma di farina giallastra.

Il brigadiere Al-Qayifi ha esortato le forze di sicurezza a essere precisi durante le ricerche e ad essere molto vigili, perché le informazioni sulla sicurezza confermano che l’aggressione ha permesso l’ingresso di grandi quantità di droghe nel nostro Paese. L’alto ufficiale yemenita ha invitato il popolo a cooperare con la Direzione Generale per il Controllo della Droga e tutte le unità di sicurezza nel contrasto di tutti i piani criminali che colpiscono gli yemeniti.

Yemen, quattro anni di crimini sauditi

Dal 26 marzo del 2015, lo Yemen è vittima di una devastante aggressione militare condotta dalla coalizione guidata dall’Arabia Saudita, nel tentativo di riportare al potere il deposto presidente Abd Rabbuh Mansur Hadi, suo fedele alleato.

La campagna militare saudita ha toccato livelli di criminalità mai visti prima. In tutto il mondo si alzano voci per far terminare questa guerra che sta diventando una delle più cruente degli ultimi decenni. Guerra  promossa dall’Arabia Saudita, che alcune voci non tardano a definire “il propugnatore mondiale del terrorismo”, afferma il colonnello Sharaf Luqman, portavoce delle forze armate yemenite.

Da più parti, da più organizzazioni locali e internazionali ci sono continui appelli per la fine del conflitto, le cui conseguenze gravano tutte sulla popolazione, come sempre. Il succitato portavoce colonnello Sharaf Luqman, infatti, denuncia alla stampa che gli obiettivi primari dell’offensiva saudita sono le infrastrutture yemenite e aggiunge che i raid sauditi colpiscono per lo più edifici residenziali, ma non solo.

di Giovanni Sorbello

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