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Yemen, 8mila dializzati a un passo dalla morte

Redazione on 11 ottobre 2018 - 10:32 in Medio Oriente, Primo Piano

Il ministro della salute dello Yemen, Taha al-Mutawakel, ha avvertito che più di ottomila pazienti in emodialisi perderanno la vita se non cesserà il blocco imposto dai sauditi sul Paese.

YemenIl dott. Taha al-Mutawakel ha dichiarato martedì alla rete televisiva al-Masirah che i pazienti con malattie renali croniche devono sottoporsi a tre sedute di trattamento settimanali, ma l’assedio paralizzante ha portato alla scarsità di soluzioni di dialisi.

“Negli ultimi quattro mesi, i pazienti con insufficienza renale avevano bisogno di un milione di sedute di dialisi; ma non abbiamo potuto coprire più di diecimila sessioni poiché avevamo un disperato bisogno di soluzioni pertinenti”, ha sottolineato. Mutawakel ha inoltre osservato che i funzionari medici yemeniti stanno facendo del loro meglio per impedire il collasso del sistema sanitario nel Paese del Golfo colpito dalla crisi.

Yemen e gli appelli internazionali

Secondo la denuncia di Save the Children, sono oltre cinque milioni i bambini a rischio carestia: con la chiusura del porto di Hodeidah sul Mar Rosso verrebbero bloccati sia l’accesso di cibo, che l’accesso di medicinali, che l’accesso di carburante.

Per la popolazione già provata da questo brutale conflitto, la fame è solo uno degli aspetti della tragedia umanitaria in corso: la maggior parte degli yemeniti vive in ambito rurale, in villaggi lontani decine e decine di chilometri dalle strutture sanitarie, e il trasporto in ospedale dei bambini affetti da malnutrizione o feriti è pressoché impossibile. Mancano i mezzi e il carburante, e con il blocco di Hodeidah sarà ancora più difficile procurarseli, così come rifornire di farmaci le strutture mediche: moltissimi bambini muoiono anche per questioni logistiche.

E infine, come denuncia l’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità), la carestia e la mancanza di acqua potabile stanno causando una nuova epidemia di colera: dopo le due ondate degli anni recenti, se ne sta verificando una terza di proporzioni gigantesche, con oltre un milione di casi registrati, che hanno causato finora oltre 2.500 morti. L’Onu ha riferito che “si rischia la catastrofe umanitaria”.

di Giovanni Sorbello

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