Yemen, catastrofica la situazione umanitaria

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di Manuela Comito

L’aviazione saudita, che da mesi sta massacrando la popolazione dello Yemen, è tornata a seminare terrore e distruzione. Venti morti e decine di feriti è il bilancio, purtroppo sempre provvisorio, delle 21 incursioni aeree saudite sulla città di Sa’da, tutte effettuate all’alba di mercoledì 15 luglio.

Secondo quanto riportato dai media locali, un’intera famiglia di sei persone è stata decimata e l’abitazione rasa al suolo. A Sana’a, la capitale, sono stati colpiti un distributore di benzina e un camion che trasportava aiuti alimentari; due le vittime accertate e anche qui decine di feriti. Gli aerei da guerra sauditi hanno bombardato anche uno stadio, causando una vittima. Otto morti e numerosi feriti anche nel distretto di Harad, nella provincia nord-occidentale di Hajjah. Una vittima e tre feriti nel quartiere di Kushar a Hajjah. Due donne sono rimaste uccise e un bambino gravemente ferito nel distretto di al-Sayyani, nella provincia meridionale di Ibb. La provincia sud-occidentale di Aden, e le province di Sa’da, Ta’izz, Lahij, e Ma’rib sono state colpite dall’aviazione saudita più di 100 volte dall’inizio dell’aggressione saudita contro lo Yemen.

A nulla sono valsi gli appelli delle varie organizzazioni internazionali. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, tramite Ahmed Shadoul, rappresentante dell’Oms in Yemen, ha lanciato nuovamente l’allarme sulle gravissime condizioni in cui versa la popolazione. Martedì 14 luglio, in conferenza stampa, Shadoul ha dichiarato che: “La situazione umanitaria e sanitaria in Yemen continua a deteriorarsi. Ed è particolarmente critica ad Aden: un numero preoccupante e crescente di persone non ha accesso all’acqua potabile, al cibo, all’assistenza medica e al carburante; 4 persone su 5 sopravvivono grazie agli aiuti umanitari e l’Agenzia delle Nazioni Unite ha già distribuito 46,4 tonnellate di medicinali, materiale sanitario, e fornitura di acqua e servizi igienico-sanitari in otto distretti di Aden”.

Ad aggravare una situazione già drammatica si aggiunge un significativo aumento dei casi di malaria, al punto da indurre l’Oms a mobilitarsi per offrire supporto ad un ospedale della provincia di Aden per affrontare questa nuova ‘emergenza’.

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