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In Yemen un bambino muore ogni 10 minuti

Redazione on 21 novembre 2018 - 12:23 in Attualità, Primo Piano

Lo Yemen è diventato un “inferno vivente” per i bambini, con migliaia di persone che muoiono ogni anno per denutrizione e malattie facilmente prevenibili, ha dichiarato domenica scorsa un alto funzionario delle Nazioni Unite.

YemenGeert Cappelaere, direttore regionale per il Medio Oriente e il Nord Africa presso l’agenzia per l’infanzia delle Nazioni Unite, Unicef, ha invitato le parti in conflitto ad aderire ai negoziati di pace proposti alla fine dello scorso mese e ad accettare un cessate il fuoco. “Lo Yemen è oggi un inferno vivente – non per il 50-60 per cento dei bambini – è un inferno vivente per ogni ragazzo e ragazza nello Yemen”, ha dichiarato il funzionario nel corso di una conferenza stampa nella capitale giordana Amman.

Oltre 1,8 milioni di bambini yemeniti sotto i cinque anni soffrono di malnutrizione acuta e le vite di 400mila bambini sono gravemente minacciate, ha avvertito l’Unicef.

Cappelaere ha dichiarato che 30mila bambini muoiono di malnutrizione ogni anno nello Yemen, mentre un bambino muore ogni 10 minuti per malattie facilmente prevenibili. Le cifre erano un promemoria per tutti noi per renderci conto di quanto sia terribile la situazione. Chiediamo a tutte le parti di riunirsi sotto la guida dell’inviato speciale delle Nazioni Unite… e concordiamo un cessate il fuoco e una via per la pace per lo Yemen”, ha aggiunto il funzionario.

L’appello è giunto quando i combattimenti si sono intensificati nella città portuale del Mar Rosso di Hudaydah, nonostante le crescenti pressioni internazionali per porre fine alla brutale aggressione militare saudita che ha portato il Paese sull’orlo della carestia. Il porto di Hudaydah è il punto di ingresso per oltre il 70% delle importazioni nel Paese.

L’Arabia Saudita e i suoi alleati hanno attaccato lo Yemen nel marzo 2015, oltre allo stretto blocco che impedisce l’accesso al cibo e l’assistenza medica essenziale al Paese già devastato dalla guerra. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, da allora sono state uccise circa 15mila persone. Alcuni gruppi per i diritti umani, tuttavia, stimano che il numero delle vittime potrebbe essere cinque volte superiore.

di Giovanni Sorbello

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