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Una vergogna chiamata Italia

Redazione on 28 maggio 2018 - 11:00 in Attualità, Primo Piano

In Italia si sprofonda nell’ennesima vergogna dopo che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rifiutato di appoggiare la scelta euroscettica per il posto di ministro delle Finanze, spingendo il premier designato a rinunciare al mandato per formare un governo e spingendo il Paese verso il punto di nuove elezioni.

Italia-MattarellaIl presidente Sergio Mattarella ha rifiutato ieri di accettare la nomina per il ministro delle Finanze di Paolo Savona, che in precedenza aveva affermato che l’ingresso del Paese nella moneta unica dell’Unione europea, l’euro, era un “errore storico”. Ciò ha spinto il primo ministro designato Giuseppe Conte a rimettere il suo mandato per formare un governo.

Mattarella ha dichiarato che nominerà un primo ministro tecnocratico e non politico. Il suo ufficio in seguito ha dichiarato che il presidente ha invitato per oggi Carlo Cottarelli, ex direttore presso il Fondo monetario internazionale. Cottarelli, 64 anni, è ampiamente conosciuto come “Mr. Forbici” per fare tagli alla spesa pubblica. Per diventare primo ministro, gli viene richiesto di ottenere l’approvazione del parlamento con 5Stelle e Lega che uniti detengono la maggioranza.

I due partiti hanno anche criticato la decisione del presidente influenzata dalla “intromissione” da parte della Germania, delle agenzie di rating e delle lobby finanziarie, minacciando di chiedere al parlamento di mettere sotto accusa Mattarella. Ai sensi dell’articolo 90 della Costituzione, il parlamento può chiedere che il presidente dimostri sulla base di un voto a maggioranza semplice. Se tale maggioranza è garantita, la Corte costituzionale dovrebbe quindi prendere la decisione finale in merito alla possibilità di incriminare il presidente.

Forza Italia e il Partito Democratico hanno entrambi censurato le richieste di impeachment, con l’ex leader del Pd Matteo Renzi che ha dichiarato che il suo partito organizzerà manifestazioni di piazza per difendere le istituzioni del Paese.

In un Paese privo di ogni forma di sovranità, da 70 anni sotto il “controllo” statunitense, l’unico vero responsabile resta un popolo inerme e incapace di rivendicare i propri diritti e decidere del proprio destino. Non critichiamo chi ci ha reso servi, ma chi ha subito passivamente tutto questo chinando sempre la testa.

di Giovanni Sorbello 

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