/ America / Venezuela: anche la Ue decreterà un embargo

Venezuela: anche la Ue decreterà un embargo

Salvo Ardizzone on 13 novembre 2017 - 05:15 in America, Primo Piano

Anche la Ue si unisce agli Stati Uniti nell’attacco al Venezuela; in settimana è previsto un embargo sul materiale per la sicurezza, con la motivazione che servirebbe alla repressione degli oppositori. In realtà, è una mossa essenzialmente politica che non avrà sostanziali conseguenze, del resto neppure le sanzioni del Dipartimento del Tesoro Usa sono riuscite a piegare il Paese.

Bruxelles non riconosce l’Assemblea Costituente voluta da Maduro ma finora ha evitato di sanzionare Caracas, al contrario di Washington che, vietando acquisti di titoli di Stato venezuelani o della sua compagnia petrolifera (la Pdvsa), ha creato diversi problemi; sotto l’attacco finanziario di Washington e dei suoi alleati regionali, la Pdvsa ha difficoltà a restituire circa 1,2 Mld di dollari a creditori esteri.

In realtà, contemporaneamente al crescere dell’assedio finanziario orchestrato dagli Usa, dal 2014 l’economia è sostenuta dalla Russia e soprattutto dalla Cina, ripagate con petrolio (malgrado la difficoltà della sua industria estrattiva, il Venezuela vanta le maggiori riserve conosciute di greggio).

I nemici della Rivoluzione Bolivariana sanno che per aumentare la pressione sul Governo Maduro dovrebbero imporre un embargo sul petrolio, come proposto dal presidente argentino Macrì, ma Washington è consapevole che una tale misura, anche se colpirebbe duramente l’economia venezuelana, sarebbe deleteria anche per quella statunitense di cui il Venezuela è il 3° fornitore.

Al momento Caracas deve piuttosto difendersi dai tentativi di delegittimazione portati avanti dall’Occidente, e dalla crisi del debito che esso fa di tutto per aggravare; come detto da Maduro, due facce della “guerra economica dell’imperialismo”. Tuttavia, le innegabili difficoltà non hanno determinato l’affermazione delle opposizioni; la netta sconfitta alle elezioni per i governatori ha dato il via alla frantumazione del Mud, il cartello delle opposizioni.

Nel frattempo, Maduro ha annunciato una ristrutturazione e rinegoziazione del debito estero del Paese, una carta di estrema rilevanza sia per migliorare le condizioni del Venezuela, sia per consolidare il suo Governo in vista delle elezioni politiche previste per il 2018, a cui le opposizioni si avvicinano divise e con un bilancio assolutamente inconcludente.

Il 15 novembre, nella Repubblica Dominicana, è previsto un incontro fra il Governo e l’opposizione, ma lo stesso giorno Mosca e Caracas firmeranno un accordo per la ristrutturazione dell’ingente debito venezuelano con la Russia. Malgrado l’assedio che dura da anni (e molti errori commessi dopo la morte di Chavez) la Rivoluzione Bolivariana è destinata a resistere.

di Salvo Ardizzone

0 POST COMMENT

Send Us A Message Here

IlFaroSulMondo.it usa i cookies, anche di terze parti. Ti invitiamo a dare il consenso così da proseguire al meglio con una navigazione ottimizzata. maggiori informazioni

Le attuali impostazioni permettono l'utilizzo dei cookies al fine di fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Se continui ad utilizzare questo sito web senza cambiare le tue impostazioni dei cookies o cliccando "OK, accetto" nel banner in basso ne acconsenterai l'utilizzo.

Chiudi