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Gli Usa dietro le tensioni fra Belgrado e Kiev

Salvo Ardizzone on 11 novembre 2017 - 05:09 in Europa, Primo Piano

Gli Usa sarebbero dietro la crescente tensione fra l’Ucraina e la Serbia: l’ambasciatore ucraino Oleksander Aleksandrovic ha dichiarato che Mosca usa la Serbia per destabilizzare i Balcani e l’Europa; ha detto anche che i “mercenari serbi al soldo di Putin” si macchierebbero di crimini nel Donbass. Subito dopo le dichiarazioni, il diplomatico è stato richiamato a Kiev per consultazioni, una mossa imitata dalla Serbia che ha richiamato il proprio ambasciatore a Kiev.

Mentre la tensione si riacutizza, Belgrado ha ospitato il secondo incontro (il primo è avvenuto a ottobre) fra l’inviato Usa Kurt Volker e quello russo Vladislav Surkov, per discutere della crisi ucraina e dello stallo che si protrae ormai da anni.

Le provocatorie dichiarazioni del rappresentante di Kiev obbediscono a due ordini di ragioni: Poroshenko ha tutto l’interesse a tener viva l’attenzione (e la tensione) sul Donbass, per alimentare la crisi che l’ha portato al potere e che gli permette di drenare gli aiuti occidentali facendo dimenticare la corruzione che divora il Paese; al contempo, l’episodio s’inquadra come elemento di una proxy war ordinata dagli Usa, impegnati più che mai a contenere (e a tentare di a soffocare) l’influenza russa nei Balcani.

A sostegno di ciò non ci sono solo i legami fra Washington e Kiev, il cui Governo (e l’apparato di potere che vi è dietro) si regge solo grazie all’appoggio americano, ma anche le continue pressioni politiche e diplomatiche occidentali contro gli ottimi rapporti fra il presidente serbo Vucic e Vladimir Putin. Pressioni che hanno visto in prima fila diversi Governi europei e gli stessi apparati di Bruxelles, che hanno usato il percorso di adesione serbo alla Ue come mezzo di condizionamento (e dissuasione).

Per gli Usa e per il gruppo di oligarchi insediati a Kiev attorno a Poroshenko, mantenere alta la tensione per giustificare il protrarsi delle sanzioni e della frattura fra Russia ed Europa è imperativo; per i primi è un obiettivo strategico per tenere l’Europa in soggezione, per il secondo è la ragione per cui può mantenersi al potere.

di Salvo Ardizzone

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