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Usa: segreto sulle armi nucleari in Italia

Salvo Ardizzone on 26 luglio 2017 - 10:02 in Attualità, Primo Piano

Gli Usa hanno deciso. Sarà segreto assoluto sulle armi nucleari in Italia. Il Pentagono non divulgherà più i report sulle ispezioni di sicurezza degli armamenti nucleari stoccati nelle basi italiane di Aviano e Ghedi.

Secondo quanto riportato da Repubblica qualche giorno fa, ciò che, fino ad oggi, era stato di dominio pubblico, sarà coperto da “buio totale”. Tutti i dati che erano a disposizione di stampa ed esperti verranno secretati, a dispetto della trasparenza e della stessa sicurezza, dato che non sarà più possibile sapere se ci sono stati problemi o falle nelle procedure di manutenzione o stoccaggio.

Questo nuovo ordine riguarda tutte le installazioni della US Air Force coinvolte in qualche modo nella gestione delle armi nucleari. L’Italia è il Paese europeo che conta il maggior numero di armi atomiche presenti sul territorio e nelle sole basi di Aviano e Ghedi, che sono le uniche due basi nucleari Usa in Europa, sono stoccate settanta bombe su un totale di centottanta in tutto il territorio europeo.

Tutto questo mentre in Parlamento si discute sulle nuove bombe termonucleari B61-12 di cui dovrebbero dotarsi gli F-35. Alla luce del provvedimento di segretezza, l’argomento già scottante e controverso del programma F-35 nel nostro Paese si arricchisce di nuove criticità.

Un programma che è già costato all’Italia circa 19 miliardi di euro, sui 13 inizialmente previsti, e che faceva leva sull’incremento occupazionale. Ebbene, sui 10mila posti di lavoro previsti, ne residuano poco più di 3.500. Il massimo della spesa con il minimo del guadagno in termini di occupazione.

Per quale ragione gli Usa avrebbero preso questa decisione?

Secondo le opinioni di vari esperti, il motivo principale sarebbe quello di creare la tipica schermatura all’americana, onde evitare la diffusione di notizie imbarazzanti, che riportano qualsiasi tipo di errore umano o problematica legata alla gestione dei mortiferi armamenti.

Ragionamento lineare, ineccepibile, ottusamente perfetto. L’Italia è la loro più grande roccaforte atomica in Europa e loro la proteggono, mettendosi al riparo da eventuali carenze organizzative o tecniche.

Quando non si può gettare fumo negli occhi al cittadino a giochi fatti, si crea una cortina di nebbia ad hoc, preventiva ed inaccessibile.

Inaccessibilità che è una prerogativa delle operazioni e delle strutture militari Usa sul nostro territorio.

La dolorosa vicenda del MUOS di Niscemi ha creato ferite e lacerazioni nel tessuto sociale e politico locale, ancor prima della sua controversa messa in funzione, ed a prescindere dagli effetti nocivi che le popolazioni del comprensorio saranno costretti a subire negli anni a venire.

L’espansionismo militare Usa sembra non volersi arrestare e, soprattutto, la Sicilia pare essere la sede d’elezione per l’assetto strategico delle operazioni nell’area del Mediterraneo e nel Medio Oriente.

Non è dato sapere se anche la nostra isola sia divenuta deposito di ordigni nucleari, ma di sicuro già fornisce una base efficiente ed affidabile per i droni Global Hawks e Predator.

Durante le recenti operazioni in Siria nell’area del siracusano sono stati effettuati i rifornimenti di carburante e munizioni, compresi i micidiali missili Tomahawk, immancabili in ogni operazione di esportazione della democrazia a Stelle e Strisce.

In ultima analisi questa decisione della difesa Usa, più che creare una policy che accresca la sicurezza del nucleare, edifica una rete di protezione per eventuali incompetenze e negligenze dell’apparato di gestione dell’arsenale nucleare in tutte le basi Usa del mondo. Una rete che sarà quasi impossibile attraversare da parte di stampa ed esperti con la conseguenza di generare comprensibili preoccupazioni nelle comunità locali.

Del resto ci si è sempre rassegnati alle vicende belliche come ad un qualcosa di inevitabile, come un terremoto o uno tsunami. Ubi maior minor cessat. Vero, verissimo. Peccato solo che in questo caso il maggiore sia rappresentato dall’assoluta, sconfinata ed ingegnosa imbecillità umana.

di Massimo Caruso

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