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Unicef: la Somalia a rischio carestia

Redazione on 23 febbraio 2019 - 03:19 in Africa, Primo Piano

E’ allarme carestia in Somalia. Secondo il nuovo report dell’Unicef, sono 2,5 milioni le persone che, entro il prossimo giugno, dovranno confrontarsi con scarsità di cibo e acqua potabile, di cui 275mila bambini.

Per limitare i danni, già dagli scorsi mesi, l’agenzia dell’Onu ha cercato di individuare i bambini più vulnerabili per potergli somministrare una speciale nutrizione terapeutica e scongiurare il peggio.

Nello scorso anno sono stati sottoposti a visite mediche circa 80mila bambini, 56mila dei quali sono risultati affetti da gravi patologie collegate alla malnutrizione sistemica; grazie agli interventi repentini il 90% dei bambini è stato curato.

Molte delle patologie riscontrate sono dovute all’utilizzo di acqua derivante da fonti contaminate, e degli alimenti, molto spesso lavati con la stessa. Ciò accade in particolar modo nelle zone povere dove le famiglie non riescono a racimolare neppure pochi spicci per comprare dell’acqua potabile.

Grazie all’intervento dell’Unicef, oggi, più di un milione di persone in Somalia ha accesso ad acqua non contaminata. Con l’inizio della stagione secca aumentano, però, le preoccupazioni legate alla scarsità di igiene. Alla diminuzione delle norme igieniche corrisponde l’avanzamento di malattie, prima fra tutte la dissenteria che, molto spesso, si presenta in forme talmente forti da risultare mortale.

Nell’ultimo anno, l’Unicef ha riscontrato circa 7mila casi di malattie infettive di vario genere, tra questi circa i due terzi sono bambini di età inferiore ai 5 anni. “L’Africa continua ad affrontare una carestia decisamente evitabile”, ha dichiarato Keven Watkins, capo esecutivo di Save the Children Uk, facendo appello ad un’azione decisiva da parte della comunità internazionale ed insistendo sul fatto che “aiuti da parte della Banca Mondiale giocherebbero un ruolo importante”.

Intanto alla conferenza tenutasi la scorsa settimana a Londra hanno partecipato anche il presidente somalo Mohamed Abdullahi Mohamed, il segretario generale Onu, Antonio Guterres e Ia premier britannica Theresa May che ha sottolineato l’importanza di creare “un futuro stabile e prosperoso in Somalia”.

Proprio in sede di conferenza, il segretario generale ha affermato che le Nazioni Unite stanzieranno altri 900 milioni di dollari prima della fine di quest’anno per evitare che la situazione somala degeneri.

di Carolina Lambiase

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