Unicef: un milione di bambini iraniani colpiti dalle alluvioni

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Le devastanti alluvioni nei tre quarti delle province iraniane hanno colpito 10 milioni di persone, di cui due milioni in modo grave e causato 500mila sfollati, secondo un rapporto dell’Unicef.

Unicef-alluvioni-IranPiù di mille strutture sanitarie e mille scuole sono state distrutte o gravemente danneggiate, costringendo 100mila bambini a lasciare la scuola e privando migliaia di cure mediche essenziali, ha dichiarato il Fondo di emergenza internazionale per l’infanzia delle Nazioni Unite (Unicef). L’attrezzatura dell’Unicef per la catena del freddo del vaccino, comprendente 200 vettori di vaccino e 100 scatole frigorifere, è arrivata lo scorso giovedì sera in Iran. Le attrezzature aiuteranno a ripristinare i servizi di immunizzazione essenziali per i bambini nelle province colpite e prevenire la diffusione di malattie. Sono stati inviati anche ottanta frigoriferi per vaccini.

I bisogni dei bambini colpiti dalle inondazioni in Iran stanno diventando più acuti di giorno in giorno e sono necessarie più forniture, si legge nel rapporto. Per fornire assistenza di emergenza ai bambini colpiti dalle alluvioni in Iran, l’Unicef ha presentato un budget di 9,8 milioni di dollari. Ad oggi, l’Unicef si trova ad affrontare un deficit di finanziamento di otto milioni di dollari Usa. Ulteriori risorse per la salute dei bambini, l’educazione, l’acqua e l’igiene saranno disponibili una volta che il finanziamento sarà assicurato.

Tra le piogge torrenziali senza precedenti nell’Iran settentrionale, occidentale e sud-occidentale che hanno ucciso almeno 77 persone, le forze militari iraniane si sono mobilitate per aiutare le persone intrappolate nelle zone colpite dalle alluvioni ed evacuare i residenti nelle regioni con una situazione di emergenza. Le piogge primaverili che hanno colpito l’Iran nelle scorse settimane hanno causato gravi inondazioni in molte aree, principalmente nelle province del Golestan, Lorestan, Khuzestan, Fars e Ilam, costringendo migliaia di persone a lasciare le loro case.

Mentre i residenti in alcune aree occidentali hanno ancora bisogno di aiuti umanitari, l’Army Ground Force, l’Irgc e Basij hanno schierato forze, macchinari militari pesanti, aerei e barche nelle zone disastrate.

di Giovanni Sorbello

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