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Unicef, 49mila bambini rischiano di morire a causa di Boko Haram

Redazione on 3 dicembre 2018 - 02:29 in Africa, Primo Piano

L’Unicef ha avvertito che circa 49mila bimbi moriranno per malnutrizione nello Stato nigeriano del Borno assediato da Boko Haram, se non riusciranno ad ottenere cure e trattamenti adeguati.

“Se la risposta alla crisi non sarà ampliata velocemente, in media ogni giorno circa 134 bambini moriranno per cause legate alla malnutrizione acuta”, ha dichiarato Manuel Fontaine, Direttore Regionale Unicef per l’Africa Centrale e Occidentale, appena tornato da una missione nello Stato del Borno. “E’ necessario che tutti i partner e i donatori diano il proprio supporto affinché nessun bambino muoia. Nessuno può affrontare una crisi di tale portata da solo”. Dato che più aree nel nord-est della Nigeria cominciano ad essere accessibili all’assistenza umanitaria, l’allargamento della crisi nutrizionale che ha colpito i bambini inizia ad essere sempre più evidente. Chiediamo a tutti i nostri partner di unirsi nella risposta umanitaria e ai donatori di garantire risorse con urgenza.

Durante una visita presso le aree accessibili, prima sotto il controllo di Boko Haram, Fontaine ha visto le persone sfollate in città distrutte, famiglie con un accesso molto limitato a servizi igienici adeguati, cibo e acqua, e migliaia di bambini molto magri in disperato bisogno di aiuto. “Ci sono due milioni di persone che non possono ancora essere raggiunte nello Stato del Borno, ciò significa che la reale portata della crisi non è ancora stata resa nota al mondo, ha continuato Fontaine. L’Unicef sta lavorando con i suoi partner per visitare e curare i bambini colpiti da malnutrizione e migliorare l’accesso all’acqua e alle strutture igienico sanitarie. La risposta umanitaria comprende anche cure mediche, vaccinazioni, istruzione e supporto psicologico per i bambini colpiti dalle violenze dei terroristi di Boko Haram.

Lo scorso anno, l’Unicef ha lanciato un appello per 55,5 milioni di dollari per rispondere alla crisi umanitaria nel nord-est della Nigeria, ma fino ad ora ha ricevuto soltanto 23 milioni di dollari, il 41%. La malnutrizione è un problema cronico in alcune aree del pianeta, come la fascia del Sahel, dove le condizioni ambientali rendono particolarmente scarsa la disponibilità di alimenti altamente nutritivi, ma può divenire un problema acuto anche in contesti di conflitto cronico, come l’est della Repubblica Democratica del Congo, o dopo una catastrofe naturale, a causa del rapido esaurimento delle scorte alimentari disponibili e della difficoltà a procurarne di nuove.

Secondo Medici Senza Frontiere, Bama è solo una delle tante comunità nello Stato del Borno che hanno bisogno di aiuto. Monguno, una città di 150mila persone, 65mila delle quali sfollate, è rimasta senza cure mediche da gennaio 2015. Per questo l’Unicef ha invitato benefattori e donatori a rispondere prontamente per evitare una tragedia nello stato del Borno, dove circa 250mila bimbi sono gravemente malnutriti. Questo induce una riflessione sugli africani che invece, giungendo sulle nostre coste, gettano il cibo che non gradiscono e chiedono un dispositivo wireless come se essere ancora vivi fosse meno importante di una connessione internet.

di Cinzia Palmacci

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