Unhcr: otto migranti su dieci riportati nei lager libici

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Stando al rapporto dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite denominato “I viaggi dei disperati”, è raddoppiato il numero dei migranti che vengono riportato nei lager libici.

migranti-lager-libiciI numeri parlano chiaro, l’85% dei migranti che partono dalla Libia viene intercettato dalla Guardia Costiera e riportato indietro, rinchiuso nelle carceri che sono dei veri e propri lager dove si sopravvive a stento in condizioni disumane senza acqua né cibo con un altissimo rischio di epidemie.

Sono più di quindicimila le persone che finiscono nuovamente nei lager libici, sono gli stessi che cercano di ripartire pagando nuovamente gli scafisti e alimentando all’infinito il macabro business della tratta umana, un giro di affari che propone anche “pacchetti speciali” per coloro che hanno immediata disponibilità di denaro; tra questi vi è l’offerta “Parti ora e paghi dopo” oppure “ Viaggia gratis e lavori quando arrivi in Libia”, in una macabra escalation di illusione e cattiveria.

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha sempre ribadito che chiudendo i porti la gente avrebbe cessato di morire in mare, ma la cosa è smentita visto che non sono i porti chiusi a far desistere i disperati. Non c’è mare o deserto che possa fermare il movimento di esseri umani che dall’Africa preme per entrare in Europa; sei morti al giorno nel mar Mediterraneo un numero che seppur minore (2.275 contro i 3.139 del 2017) è più che raddoppiato in termini percentuale con una vittima ogni 14 persone che partono, confermando che la rotta libica è la più pericolosa in assoluto.

Il dossier Unhcr “I viaggi dei disperati” pone un quadro nuovo e preoccupante, contrassegnato da un crescente rischio per coloro che si mettono in viaggio ed è caratterizzato dal vuoto nei soccorsi in mare degli ultimi sei mesi dell’anno appena trascorso.

Un dato su tutti: oltre un milione di migranti arrivato in Europa nel 2015, appena 139mila nel 2018, la metà dei quali arrivati in Spagna diventato il primo Paese di approdo con oltre 65mila persone a fronte dei 23.400 sbarcati in Italia e dei 50.500 in Grecia. Quelli che sono stati intercettati sono immediatamente riportati nell’inferno della Libia.

L’Unhcr chiede con forza un intervento sul governo libico perché le persone soccorse non vengano sottoposte ad una detenzione immotivata e perché vengano incrementati i corridoi umanitari per portare in Europa, per vie legali, i rifugiati in condizioni di vulnerabilità: 2.404 le persone evacuate dalla Libia, sei volte di più che nel 2017, ma ancora troppo poche.

di Sebastiano Lo Monaco

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