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Truppe pakistane in soccorso dei Sauditi

Salvo Ardizzone on 16 marzo 2017 - 05:07 in Medio Oriente, Primo Piano

Truppe pakistane saranno inviate al confine fra Arabia Saudita e Yemen, per proteggere il regime di Riyadh dai raid che l’Ansarullah compie sempre più in profondità nel Regno saudita.

truppe pakistane in soccorso dei sauditi

La notizia è significativa perché mostra le gravi e crescenti difficoltà che l’Arabia Saudita sta incontrando nella sua guerra d’aggressione allo Yemen, tali da convincere Islamabad a correre in suo aiuto malgrado il pericolo d’impantanarsi anch’essa in una guerra senza uscita.

Pakistan e Arabia Saudita sono partner antichi: negli ultimi 50 anni le truppe pakistane sono intervenute diverse volte al fianco dei Sauditi, per fornire protezione o addestrare le scalcinate Forze Armate di Riyadh. Un legame spinto fino a dare ai Saud la piena copertura dell’ombrello atomico pakistano.

Proprio per questo, due anni fa aveva fatto scalpore la decisione del Parlamento di Islamabad di bocciare la proposta del premier Sharif d’inviare truppe pakistane insieme alla coalizione con cui i sauditi hanno aggredito lo Yemen. Due erano le ragioni che avevano motivato la decisione: da un canto il timore d’invischiarsi in quello che fin da allora appariva come un possibile Vietnam; dall’altro evitare d’esporsi troppo nei confronti dell’Iran, la potenza emergente in tutta l’area.

Un tentativo di equidistanza confermato nel gennaio del 2016, quando il Pakistan ha rifiutato di schierarsi nella crisi sorta fra Riyadh e Teheran, dopo l’esecuzione del leader religioso sciita Nimr al-Nimr.

Tuttavia, adesso, spinto dalle crescenti pressioni (e donazioni) saudite, Sharif ha aggirato il veto del Parlamento inviando una brigata con il compito di difendere i confini sauditi. Il reparto non sarebbe autorizzato ad entrare in territorio yemenita per scontrarsi con gli Houthi, ma dovrebbe limitarsi a presidiare i confini sistematicamente attraversati dai combattenti della Resistenza che, con i loro raid di ritorsione per i bombardamenti terroristici della coalizione saudita, stanno mettendo a ferro e fuoco le province meridionali del Regno.

La difesa di città ed installazioni da parte delle truppe pakistane dovrebbe permettere di liberare da quei compiti alcune migliaia di effettivi sauditi, che dovrebbero essere inviati in Yemen a sostenere una guerra dagli esiti sempre più disastrosi per Riyadh.

Tuttavia, dietro l’impegno di truppe pakistane in Arabia Saudita voluto dai militari, che di fatto dirigono la politica di Islamabad, pare ci sia anche la volontà di mandare un messaggio a Teheran, per segnalare il crescente malumore sia nei confronti del massiccio progetto che vede insieme Iran, India e Russia nel fare del porto iraniano di Chabahar lo sbocco dell’Asia Centrale, sgonfiando così l’analoga iniziativa cino-pakistana basata sul vicino porto di Gwahar; sia per l’avvicinamento a Teheran della popolazione del Balucistan pakistano, vessata da Islamabad.

Comunque sia, l’aggressione saudita allo Yemen, iniziata nel marzo del 2015, si sta dimostrando disastrosa per i Saud che non sanno come districarsi da una guerra che li sta dissanguando. L’arrivo di truppe pakistane, l’ennesimo contingente che si aggiunge ai tanti altri comprati dai petrodollari, non fermerà certo l’Ansarullah, né sposterà d’un pollice le sorti del conflitto.

Di fatto, quello in corso in Yemen è un episodio della grande lotta ingaggiata dalla Resistenza per costruire il nuovo Medio Oriente che sta sorgendo; il posizionamento di Stati e regimi rivela la loro essenza e i loro veri interessi, ma non può fermare la Storia che s’è rimessa in movimento.

di Salvo Ardizzone

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