Trump ripristina le sanzioni contro Cuba tra provocazioni e condanne

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All’annuncio del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di ripristinare le sanzioni contro Cuba annullando l’apertura del governo Obama verso la nazione comunista, è seguita la dura condanna da parte della Repubblica Islamica dell’Iran, che definisce le nuove misure statunitensi come politiche fallite ed inefficaci e del Presidente venezuelano Nicolas Maduro che esprime solidarietà a L’Avana, definendo provocatorie le dichiarazioni di Trump contro Cuba.

Circondato da una folla di esuli conservatori cubani nel quartiere di Little Havana di Miami, Trump venerdì ha dichiarato che stava adempiendo una promessa della sua campagna elettorale per annullare l’apertura dell’amministrazione Obama con la nazione comunista. “Ora che sono Presidente, esporremo i crimini del regime di Castro”, ha dichiarato Trump alla folla.

La resistenza e la risoluzione del popolo cubano negli ultimi cinque decenni ha neutralizzato tutte le politiche statunitensi, lo ha riferito il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Bahram Qasemi, riferendosi alle nuove sanzioni del governo degli Stati Uniti contro il Paese dell’America Latina. La Repubblica islamica dell’Iran rifiuta le nuove restrizioni contro Cuba e ritiene fermamente che l’esperienza globale ha dimostrato l’inefficacia delle sanzioni usate come una leva di pressione contro le nazioni sovrane per danneggiare le loro risoluzioni.

Anche il presidente venezuelano, Nicolas Maduro, ha condannato le dichiarazioni provenienti da Washington contro Cuba con queste parole riportate dal canale Telesur: “E’ inconcepibile che nel bel mezzo del XXI secolo Donald Trump abbia detto che avrebbe continuato l’embargo contro il popolo cubano. Ci dissociamo come Venezuela e come Alba (Alleanza Bolivariana per le Americhe). Cuba non è sola e non lo sarà mai”. Il presidente ha anche sottolineato che per 22 anni Cuba ha sempre goduto del sostegno del 98% dei voti in seno alle Nazioni Unite contro le mozioni sul proseguimento dell’embargo economico e finanziario. Ha fatto appello all’unità dei popoli dell’America Latina in segno di solidarietà con Cuba.

Se Trump nel suo grottesco discorso di venerdì ha presentato le nuove restrizioni a Cuba, usando il pretesto delle sue preoccupazioni per i diritti umani, il governo cubano ha respinto le accuse , sostenendo che i cittadini cubani hanno già “goduto dei diritti e delle libertà fondamentali” e non accetta le doppie norme nel trattamento dei diritti umani esposte da Washington.

“Gli Stati Uniti non sono in grado di darci lezioni. Abbiamo seri preoccupazioni per il rispetto e le garanzie dei diritti umani in quel Paese, dove ci sono numerosi casi di omicidi, brutalità e abusi della polizia, in particolare contro la popolazione afroamericana”, ha dichiarato il governo cubano in una dichiarazione pubblicata dall’Organo ufficiale del Partito Comunista cubano, Granma.

Di fronte alla nuova politica statunitense che prevede un embargo economico, un divieto di qualsiasi transazione con le società controllate dai servizi militari e di sicurezza cubane e una più rigorosa applicazione del divieto di turismo, il popolo cubano “ha la pazienza e la resistenza per aspettare”, ha dichiarato lunedì il ministro degli Esteri cubano Bruno Rodriguez: “Queste misure rafforzano il nostro patriottismo”. 

di Cristina Amoroso

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