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Follia Trump: Gerusalemme capitale di Israele

Redazione on 6 dicembre 2017 - 12:18 in Medio Oriente, Primo Piano

Da decenni il Medio Oriente è travolto da tensioni, conflitti devastanti e ingerenze straniere, la situazione si è notevolmente aggravata con l’aggressione militare contro la Siria, ma a quanto pare tutto ciò non basta per gli Stati Uniti e i suoi alleati nella regione. Infatti, ad esasperare gli animi del popolo palestinese e di tutto il Medio Oriente ci ha pensato il presidente americano Donald Trump che, con una dichiarazione folle e senza precedenti ha riconosciuto Gerusalemme come capitale di Israele, trasferendovi l’ambasciata Usa da Tel Aviv.

Di fronte a questa ennesima scellerata mossa diplomatica degli Usa, che potrebbe portare a conseguenze estremamente drammatiche per tutta la regione, non si è fatta attendere la risposta dei movimenti palestinesi.

Il movimento di Resistenza palestinese di Hamas afferma che Israele non ha “terra” e quindi non ha il diritto di designare Gerusalemme come sua capitale. L’annuncio è arrivato poco prima della dichiarazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sul riconoscimento di Gerusalemme come capitale israeliana. Il portavoce di Hamas, Sami Abu Zuhri ha tweettato oggi questa osservazione, poco dopo che Trump ha informato il presidente palestinese Mahmoud Abbas della sua intenzione di trasferire l’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme.

Il capo di Hamas, Ismail Haniyeh, ha avvertito gli Stati Uniti che il potenziale trasferimento dell’ambasciata Usa avrebbe attraversato “ogni linea rossa”. Hamas ha invitato i palestinesi a “fare del venerdì un giorno di rabbia contro l’occupazione, condannando il trasferimento dell’ambasciata americana a Gerusalemme e il riconoscimento come capitale dell’entità sionista”. Ha invitato i giovani della Cisgiordania a alzarsi e “rispondere in ogni modo possibile alla decisione americana che ha come obiettivo la nostra Gerusalemme”.

Subito dopo la dichiarazione di Trump, centinaia di palestinesi si sono radunati nella città di Betlemme, nel sud della Cisgiordania, per protestare contro questa ennesima provocazione, dando fuoco alle foto di Trump e del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Violenti scontri sono avvenuti tra i giovani palestinesi e le forze militari israeliane, che hanno sparato bombe sonore e gas lacrimogeno contro i manifestanti.

La televisione palestinese al-Aqsa ha riportato che militari israeliani hanno preso d’assalto il villaggio di Yabod nella città di Jenin, nel nord della Cisgiordania, facendo irruzione nelle case e picchiando i residenti. Gli Stati Uniti hanno schierato i marines nelle sue ambasciate nella regione per evitare incidenti in seguito all’annuncio.

Diversi leader mondiali hanno espresso preoccupazione per il controverso piano americano, ma come ci insegna la storia, a vincere sarà ancora una volta il vergognoso asservimento dell’Occidente nei confronti di Israele.

di Giovanni Sorbello

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