Texas, esplode fabbrica fertilizzanti. Circa 70 morti

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di Federica Vitale

Erano le 20 di mercoledì ora locale, quando una forte esplosione è avvenuta all’interno dell’impianto di fertilizzanti della West Fertilizerin in Texas, nella città di West, a 32 chilometri a nord di Wako. Tutto è iniziato con una piccola fiamma, ha detto il Rappresentate degli Stati Uniti Bill Flores, la fiamma sarebbe poi cresciuta fino a toccare delle cisterne contenenti sostanze chimiche utilizzate per trattare il fertilizzante. Da lì ha avuto origine l’esplosione.

Un’esplosione fortissima quindi, tanto da causare la morte di circa 70 persone, secondo quanto comunicato dal direttore della West Emergency Medical Services (EMS), George Smith. E più di 70 sono gli edifici andati a fuoco e danneggiati pesantemente, tra questi anche una scuola media e una casa di cura, mentre oltre cento feriti sono stati prontamente assistiti all’ospedale di Wako. L’esplosione ha naturalmente provocato anche altri disagi. Secondo la Oncor Electric, la società elettrica locale, oltre duemila utenti sono rimasti senza corrente elettrica e, proprio in queste ore, si sta lavorando per ripristinarla.

Uno scenario devastante, come viene descritto da fonti locali, le quali fanno sapere che mezza città è stata evacuata per paura che la nube tossica possa essere trasportata dal vento e causare ulteriori danni alla popolazione.

Secondo il capo dei vigili del fuoco di Wako, Don Yeager, si è trattato di un’esplosione di ammoniaca anidra, ma le cause sono ancora sconosciute. Tuttavia, si pensa che il danno non sia legato a nessuna azione criminale. Almeno questo è ciò che si spera.

Ma è difficile non ipotizzare un collegamento con i fatti avvenuti il 19 aprile 1993 a Waco, quando le forze dell’FBI condussero un’operazione contro la setta estremista religiosa dei davidiani, accusata di essere responsabile di una serie di reati. Operazione, più volte criticata, che si concluse drammaticamente con la morte di esponenti della setta e di alcuni uomini della polizia.

Il 19 aprile 1995, esattamente a due anni dalla strage, il giovane estremista Timothy McVeigh deciderà di rivendicare i morti di Wako, facendo esplodere un edificio federale nel cuore di Oklahoma City e uccidendo 168 persone. Verrà infine condannato alla pena capitale e giustiziato.

Così, dopo l’esplosione avvenuta il 15 aprile alla maratona di Boston e in seguito all’intercettazione, il giorno dopo, da parte delle autorità, delle tre buste contenenti ricina e destinate a Obama e ad altri due parlamentari, la strage avvenuta mercoledì a Wako non fa che aumentare i sospetti di un terrorismo domestico, mentre la paura tra la popolazione americana cresce.

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