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Tensione in vista della marcia contro i Suprematisti bianchi

Redazione on 28 agosto 2017 - 11:42 in America, Primo Piano

C’è forte preoccupazione negli Stati Uniti per la marcia della durata di dieci giorni che partendo da Charlottesville, passando per la Virginia, sino ad arrivare Washington, contro i Suprematisti bianchi e per la rimozione del presidente Trump.

La marcia dovrebbe partire oggi da Charlottesville e terminerà a Washington mercoledì 6 settembre. Gli organizzatori affermano che la marcia occuperà simbolicamente Washington e il tutto avverrà in modo pacifico e non violento. Ad organizzare la marcia sono numerosi gruppi di attivisti come il Partito delle Famiglie e del lavoro, la Women’s March, la Network Action Network, United We Dream.

L’annuncio della marcia si è avuto durante un incontro, tenutosi a San Francisco, in cui si invitava i residenti a boicottare i simpatizzanti dei Suprematisti bianchi che si erano riuniti nella città californiana. La riunione prevista dal Patriot Prayer era stata il fulcro di un week-end di proteste nella Bay Area; proteste che avevano sollevato preoccupazione tra la polizia di San Francisco dopo che gli attivisti di destra, compresi i neo-nazisti e il Ku Klux Klan, si erano scontrati con i manifestanti anti-razzisti per le strade di Charlottesville, in Virginia.

Durante quella manifestazione una donna perse la vita dopo che un uomo con simpatie neo-naziste aveva lanciato a folle velocità la sua macchina tra i manifestanti, ferendone gravemente 19.

Lo scorso fine settimana, 33 persone sono state arrestate a Boston, quando decine di migliaia di manifestanti si sono recati in piazza per protestare contro una manifestazione a favore della libertà di parola, richiesta dai gruppi dei Suprematisti bianchi. Joey Gibson, fondatore del Patriot Prayer’s, ha negato con forza il fatto che il suo gruppo sia nazionalista ed estremista o favorevole alla Supremazia bianca, affermando che la sua organizzazione no si allinea con nessun partito o causa.

Joey Gibson aveva appunto indicato, nella città di San Francisco, il luogo dove tenere la manifestazione. I funzionari della città di San Francisco, tra cui il sindaco Ed Lee, avevano negato il National Park Service al Patriot Prayer per tenere il suo evento, il luogo scelto era stato allora Crissy Field, che è sotto il controllo federale come parte del Golden Gate National Recreation Area. 

Un’altra marcia, nel frattempo, si stava pianificando a Crissy Field, creando non poca preoccupazione alla polizia. L’artista e designer Terrence Ryan, conosciuto professionalmente come Tuffy Tuffington, ha lanciato un flash mob su Facebook dove invita i proprietari di cani a spargere gli escrementi dinnanzi al luogo dove si terrà la manifestazione dei Patriot Prayer’s.

Un clima di forte tensione quindi. Il tutto mentre l’inquilino della Casa Bianca gioca ad ignorare la situazione, visto che una buona parte dell’elettorato che lo ha portato a Washington fa parte di quell’ideologia tanto cara ai Patriot Prayer’s.

di Sebastiano Lo Monaco

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