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Strage di Las Vegas, il killer aveva un arsenale

Salvo Ardizzone on 5 ottobre 2017 - 05:08 in America, Primo Piano

La polizia di Las Vegas ha scoperto un totale di 42 tra fucili e pistole nella stanza d’albergo e nella casa di Stephen Paddock, 64 anni, l’uomo che domenica sera ha ucciso 59 persone e ferite 527 sparando dal 32esimo piano dell’Hotel Mandala Bay su un festival di musica country che si svolgeva all’aperto.

Lo sceriffo di Las Vegas, Todd R. Fasulo, ha dichiarato che 23 fucili sono stati trovati nella stanza dell’hotel dove soggiornava Paddock, mentre altri 19, tra mitragliatori e pistole, sono stati scoperti dalla sua casa a Mesquite. Stando ai reperti della polizia, le munizioni ritrovate nella stanza dell’albergo erano utilizzabili nei fucili d’assalto e considerati capaci di perforare la blindatura dei mezzi della polizia.

Paddock ha portato almeno 10 valigie piene di armi, accessori per esse e munizioni nella sua camera d’albergo; dopo il massacro, molti si sono domandati come il killer abbia potuto sparare per così tanto tempo e così rapidamente per causare una tale carneficina, ponendo la domanda se Paddock avesse usato armi automatiche vietate dalla legge ma, a quanto pare, i fucili ritrovati erano tutti legali, considerato che lo Stato del Nevada è uno fra quelli che consente maggiore libertà nella vendita delle armi.

Tuttavia, durante le prime indagini è emerso che il killer ha utilizzato un fucile modificato, un trucco legale che in pratica consente ad un’arma di sparare a raffica. Inoltre, i funzionari delle forze dell’ordine hanno trovato nella proprietà di Paddock esplosivi e diverse migliaia di munizioni munite di alcuni dispositivi elettronici.

Le autorità stanno lavorando per trovare il movente dietro il massacro; l’ufficio sulla sorveglianza delle armi e degli esplosivi ha annunciato che, proprio nei giorni precedenti la strage, stava conducendo una ricerca urgente sulle armi da fuoco comprate a Las Vegas.

Gli investigatori non hanno trovato alcun legame con il terrorismo internazionale, nonostante la solita rivendicazione di Daesh; alcuni investigatori hanno affermato che il killer potrebbe aver sofferto di problemi psicologici, ma non c’è conferma a questa ipotesi. La polizia inizialmente aveva detto di aver arrestato Paddock, ma in seguito ha rettificato affermando che il killer si è suicidato nella stanza dell’hotel dopo un breve conflitto a fuoco con gli agenti.

Paddock è stato descritto come un giocatore d’azzardo incallito ma che ha vissuto una vita tranquilla; gli inquirenti hanno dichiarato che il killer di Las Vegas aveva una fedina penale immacolata e che non ci sono tracce di crimine nel suo passato.

Come sempre succede dopo queste azioni è ripreso l’amaro dibattito sul controllo delle armi, perennemente al centro della politica di Washington; le armi in Usa cono circa 300 milioni, circa una per abitante. Secondo il Report di Archivio Disarmo, negli Stati Uniti pistole e fucili causano la morte di più di 30mila persone l’anno, 20mila attribuibili a suicidi; secondo la Gun Violence Archive, dall’inizio del 2017 i decessi sono aumentati del 12%, le ferite da armi da fuoco sono cresciute dell’8%, e il loro utilizzo in caso di difesa è aumentato del 30%.

Mentre il massacro di Las Vegas sconvolgeva la nazione, i Democratici del Congresso hanno sottolineato la necessità di nuove leggi sulle armi da fuoco, i repubblicani hanno preferito offrire cordoglio e preghiere per le vittime.

In uno show televisivo di lunedì, il presidente Donald Trump ha offerto le sue più calorose condoglianze per le vittime della carneficina di Las Vegas, ma si è guardato bene dal prendere posizione contro la lobby delle armi, visto che i suoi membri sono stati fra i maggiori finanziatori della sua campagna elettorale.

Con Trump la Nra ha acquisito ancora maggior potere, vista anche la crescita della domanda sono state create pistole per donne e bambini. Il capo delle comunicazioni della Casa Bianca, Sarah Huckabee Sanders, ha affermato che ci sarà certamente un momento per la discussione politica, ma non adesso, questo è il momento del silenzio e del cordoglio. Solite frasi ipocrite e di circostanza, niente di nuovo sotto la bandiera americana.

di Sebastiano Lo Monaco

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