/ America / Stati Uniti: 30mila decessi l’anno per overdose

Stati Uniti: 30mila decessi l’anno per overdose

Salvo Ardizzone on 31 ottobre 2017 - 05:09 in America, Primo Piano

Negli Stati Uniti si registra un dato impressionante: 33mila morti l’anno vengono causati da overdose dovuti ad oppioidi; stando alle fonti della Sanità statunitense, i numeri sarebbero ancora più alti.

Si tratta di un’epidemia, così è definita dalla stampa Usa, inarrestabile; inutili le campagne di guerra alla droga che hanno dimostrato tutto il pressappochismo della politica a Stelle e Strisce: combattute con la sola repressione non hanno portato a nulla se non all’aumento dell’uso degli stupefacenti. Si è dinnanzi a un massacro peggiore che sui campi di battaglia: il Washington Post ha raccontato la storia di una contea nell’est dell’Ohio, Stark County (375 mila abitanti), in cui i morti per overdose sono saliti in maniera così improvvisa da costringere l’obitorio a ricorrere a un container refrigerato per ospitare i cadaveri in eccesso.

E’ proprio nell’Ohio che si registra il maggior numero di vittime: nel 2015, 2.590 decessi per overdose in tutto lo Stato; ad agosto 2016, la città di Cincinnati ha avuto 174 casi di overdose in sei giorni. Si tratta, come l’ha chiamata il New York Times, di un’epidemia definita alcuni esperti la peggiore crisi legata alla droga della storia americana.

Perché si sta verificando questo? Le cause sono molteplici. ma tutte riconducono alla sempre maggior diffusione, legale e non, dei farmaci oppioidi che hanno un potenziale molto più alto rispetto alla semplice eroina. Uno dei farmaci più utilizzati è il Fentanyl, di cui si è sentito parlare molto dopo la morte di Michael Jackson, causata da un’overdose di tale farmaco; farmaci che vengono utilizzati nelle terapie ospedaliere, prescritti per cure domiciliari e rintracciabili anche in prescrizione veterinarie.

La Join Commission degli Stati Uniti, nel 2001, lanciò delle linee guida perché i medici valutassero il dolore descritto dal paziente e intervenissero farmacologicamente; in tal modo si è incentivata la prescrizione di questi farmaci creando dei tossicomani dipendenti da quella molecola. Di tutto questo non venne tenuto conto, dando via libera all’utilizzo di farmaci pericolosissimi e creando la situazione attuale.

La politica Usa cercò di correre ai ripari indagando tre manager della Purdue Pharma; l’azienda pagò un’ammenda e mise in produzione un farmaco più leggero ma il danno era ormai fatto: nel solo 2010 le prescrizioni erano salite a 254 milioni all’anno, più di una confezione a testa per ogni cittadino statunitense; in realtà un affare colossale per le aziende.

Mentre gli Stati Uniti dichiaravano guerra alla droga con gli agenti della Dea in Sud America, per mettere un freno ai narcos, le case farmaceutiche avevano strada libera per creare un mercato di oppioidi sotto ricetta medica; un mercato che ha raggiunto un giro di affari di 11 miliardi di dollari ed ha creato una società di tossicodipendenti. Uno studio dell’autorevole New England Journal of Medicine, ha appurato che il 35% dei pazienti in cura con OxyContin ha abusato del prodotto, il 66% ha provato altri oppioidi, alcuni sono passati all’eroina, il derivato dell’oppio più economico e facile da reperire senza ricetta.

Questa eccezionale offerta di oppioidi di varia natura ha incrementato negli ultimi anni gli utilizzatori e mietuto vittime anche famose, come l’attore Philip Seymour Hoffman, morto nel 2014 per overdose di eroina, o il cantante Prince, morto in seguito all’assunzione di Fentanyl, contenuto in pillole provenienti da laboratori illegali.

Non sono solo i “ricchi” le vittime dell’abuso, il dramma si distribuisce tra le diverse classi sociali e colpisce con maggior frequenza la provincia americana bianca, quella definita Trumpland, dove Donald Trump ha fatto incetta di voti: Ohio, Wisconsin, Kentucky, West Virginia. Sono in molti a vedere la capacità di Trump di attrarre intere classi sociali disperate, abbandonate dalle politiche di Barack Obama e deluse dalla mancanza di lavoro e prospettive.

Come porre rimedio a questa mattanza da overdose è la domanda che si è posto il New England Journal of Medicine, che ha prospettato uno scenario cupo: negli Usa vi sono 2,4 milioni di persone affette da dipendenza, una crescita vicina a quella registrata negli anni Novanta con i decessi per Aids.  I recenti finanziamenti per rinforzare i programmi di prevenzione e cura non bastano, secondo gli autori mancano cambiamenti strutturali, nuove regole e servizi che riescano a relazionarsi con le persone più marginalizzate e programmi che si basino su protocolli moderni, basati su premesse scientifiche.

Negli Usa si è creata una tempesta perfetta grazie all’eccesso di prescrizioni, l’offerta legale e illegale, il disagio sociale e strutture sanitarie non adeguate allo scopo; ma le caratteristiche di una società che adora i profitti (e i farmaci oppioidi, overdose o meno, ne garantiscono di enormi), e sulla scarsa o nulla propensione all’attenzione al disagio sociale, hanno finora impedito un’azione efficace.

di Sebastiano Lo Monaco

0 POST COMMENT

Send Us A Message Here

IlFaroSulMondo.it usa i cookies, anche di terze parti. Ti invitiamo a dare il consenso così da proseguire al meglio con una navigazione ottimizzata. maggiori informazioni

Le attuali impostazioni permettono l'utilizzo dei cookies al fine di fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Se continui ad utilizzare questo sito web senza cambiare le tue impostazioni dei cookies o cliccando "OK, accetto" nel banner in basso ne acconsenterai l'utilizzo.

Chiudi