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Somalia: 5 milioni di somali a rischio carestia

Salvo Ardizzone on 13 novembre 2017 - 05:08 in Africa, Primo Piano

In Somalia i segni della crisi sono ovunque; ogni giorno migliaia di persone si riversano nella capitale Mogadiscio in cerca di cibo, in una sola giornata oltre 7mila sfollati hanno cercato aiuto in un centro alimentare, che non è in grado di soddisfare una simile domanda. Nel nord del Paese i leader locali dicono che il 65% del bestiame è morto, senza pioggia i cammelli e le capre non possono pascolare e quindi non c’è latte per i bambini.

Più a sud, nella Somalia centro-meridionale, le Nazioni Unite riportano un flusso nella direzione opposta, con oltre 100 rifugiati al giorno che dall’inizio di gennaio attraversano il confine con l’Etiopia per raggiungere il campo di Dollo Ado, una media mai registrato negli ultimi 4 anni.

Nel Puntland, che sta soffrendo della più grave siccità che abbia colpito la regione dopo il 1950, gli sfollati locali che hanno perso il bestiame si stanno raccogliendo in piccoli campi informali per cercare acqua, cibo e aiuti, ma le famiglie non riescono a sostenere la crescita del prezzo di acqua e cibo.

La dissenteria, le enteriti e in alcuni casi il morbillo stanno mietendo vittime crescenti, soprattutto fra bambini già indeboliti dalla fame, a dichiararlo è stato Abdullahi Omar Mohamed, presidente di Ow-diinle, un Paese della regione somala di Bai. È il primo annuncio sul numero delle vittime fatto dalla Somalia, che si prepara a una carestia ormai inevitabile: stando alle stime delle Nazioni Unite, oltre 5 milioni di somali hanno bisogno immediato di cibo.

L’Unicef ritiene che quest’anno 944mila bambini abbiano sofferto di malnutrizione acuta e abbiano bisogno di urgenti cure; di questi, 185mila sono colpiti da malnutrizione acuta grave e hanno bisogno di urgenti aiuti salvavita: un bambino malnutrito ha una probabilità nove volte maggiore di morire per malattie rispetto ad un bambino nutrito normalmente.

In Somalia la carestia segue tre anni di siccità, che ha colpito soprattutto il nord del Paese; le produzioni agricole e il numero di capi di bestiame sono crollati nettamente e migliaia di persone sono scappate verso le città più importanti in cerca di cibo e rifugio. La mancanza di acqua pulita fa sì che le epidemie di colera e altre malattie trasmesse dall’acqua siano praticamente una certezza; le violenze in corso nel Paese hanno reso difficile ottenere miglioramenti. Secondo le Nazioni Unite, entro le prossime settimane la Somalia ha bisogno di 6 miliardi di dollari per evitare un disastro; per il momento ha ricevuto solo mezzo miliardo.

Save the Children sta rispondendo alla migrazione forzata delle famiglie con l’intervento di unità mediche mobili e con il potenziamento dei suoi presidi sanitari nel Puntland, per il trattamento della malnutrizione infantile, delle patologie dovute all’acqua non potabile e di altre emergenze sanitarie. L’Organizzazione sta anche distribuendo acqua nelle zone abitate inaridite in Somalia e Somaliland, e fornendo voucher e micro finanziamenti per il cibo necessario alle famiglie.

di Sebastiano Lo Monaco

 

 

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