Sbarcano i 49 migranti, ma l’Europa è sempre più piccola

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Sono sbarcati i 49 migranti bloccati sulla nave Sea Watch che era rimasta al largo di Malta per 19 giorni, vittima di un rimbalzo stucchevole tra vari Stati membri che hanno cercato alla fine di salvarsi la faccia. Quello che resta è l’immagine di un continente misero ed egoista che non riesce ad organizzarsi in modo decente dinnanzi ad un movimento di esseri umani che è inarrestabile e che non è vicino a finire.

migrantiL’Europa si è dimostrata piccola, ma ancora più piccola e cialtrona è apparsa l’Italia che nelle vesti camaleontiche del ministro Salvini ha dato l’ennesima prova di vigliaccheria dinnanzi ai più deboli che sono stati utilizzati come carne elettorale da un ministro che, dopo sei mesi di governo, non ha ancora capito e forse mai capirà il ruolo che riveste.

La soluzione attuata dopo 19 giorni di vergogna per l’Europa e di agonia per questi 49 esseri umani è l’ennesima dimostrazione del sonno della ragione nel quale tutti da Bruxelles a Roma sono ormai sprofondati. Totalmente incapaci di cogliere le dimensioni di un problema che non può essere affrontato come una continua emergenza e del tutto alieni ed incapaci di agire con umanità e ragionevolezza.

L’Unione Europea anche in questo caso ha dimostrato tutta la sua pochezza e tutta la sua incapacità, dettata più dalla volontà che da un’effettiva mancanza di mezzi, di affrontare il ricollocamento di una questione che dovrebbe essere banale visto che quei 49 migranti rappresentano lo 0,00001% della popolazione europea; se incapace è stata l’Unione Europea ancora peggiore è l’atteggiamento dell’Italia che si è rivelato più meschino che misero, a dimostrazione della totale inadeguatezza del governo giallo-verde.

Certo è che il ministro Salvini da questa vicenda ne esce notevolmente ridimensionato ed il vertice che si è tenuto per dare ospitalità a tre famiglie per un totale di dieci persone, dimostra la cialtroneria di chi si trova al governo in questo nefasto periodo storico. Eppure è ancora Salvini l’ago della bilancia visto che è lui ad essere causa ed effetto di questa situazione: è sua la decisione di chiudere la porta alla solidarietà ed è il nucleo della discordia di un governo che sta in piedi perché lo stesso Salvini non ha ancora deciso di far cadere.

Questa volta il Movimento 5 stelle ha cercato di salvarsi la faccia e la mediazione svolta da Conte e Di Maio ha costituito almeno il tentativo di salvarsi la coscienza dinnanzi allo scempio dei 49 migranti. Comunque, i pentastellati non sono esenti da colpe visto che non si possono attendere 19 giorni per tendere le mani ad un gruppo di disperati e non ci si può nascondere dietro i sotterfugi dell’ospitalità da dare alla famiglie, sperando di far passare una medicina indigesta al loro elettorato sempre più incline alla Lega. Alla fine, il vero oggetto del contendere è l’elettorato e con esso il rischio di una spaccatura ancora peggiore rispetto a quella già registrata; tutti si sono mossi con un unico obiettivo, le elezioni europee del prossimo Maggio, stessa cosa ha compiuto meschinamente l’Unione Europea.

Questo dimostra la pochezza della classe politica che al momento si trova a guidare l’Europa, una classe politica abietta e misera che non riesce a guardare oltre al proprio orticello che dà voce alle nazioni che ancora vivono con il mito della sovranità. Una sovranità che non libera dalle grinfie dell’oligarchia, ma da quelle di gente disperata a dimostrazione del capolavoro politico compiuto da gente come Salvini in Italia o di Orban in Ungheria.

Una classe politica degna di questo nome avrebbe il dovere morale di agire secondo principi di umanità e di rassicurazione e non di creare terrore agitando lo spauracchio della diversità. Una classe politica dignitosa dovrebbe sapere che è un dovere morale accogliere chi scappa dalla fame e dovrebbe sapere, ma il condizionale è d’obbligo, che alcune questioni di principio sono lo specchio della democrazia.

Sebastiano Lo Monaco

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