Liberato Saif al-Islam Gheddafi, gli ex ribelli sfidano Tripoli

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Saif al-Islam Gheddafi, figlio dell’ex leader libico Muammar Gheddafi, è stato liberato dal suo luogo di detenzione nella città di Zintan (Libia), dopo quasi sei anni. Una dichiarazione rilasciata dal battaglione Abu Bakr al-Siddiq, un gruppo militare armato che controlla la città di Zintan nella Libia occidentale, ha dichiarato che Saif al-Islam era stato liberato venerdì sera grazie ad una legge di amnistia promossa dal parlamento con sede nell’Est del Paese.

Saif al-Islam Gheddafi, 44 anni, era stato bloccato a Zintan mentre stava fuggendo verso il vicino Niger nel novembre 2011 a seguito dell’occupazione della capitale libica di Tripoli da parte di combattenti dell’opposizione. Nel luglio del 2015 Saif al-Islam è stato condannato a morte da un tribunale di Tripoli per il suo presunto ruolo nella repressione della rivolta del 2011 che ha portato al rovescio e alla morte di suo padre. E’ stato anche indagato dal Tribunale penale internazionale per presunti crimini di guerra e crimini contro l’umanità, presumibilmente commessi durante gli otto mesi della rivolta del 2011.

La Libia ha dovuto affrontare un vuoto di potere da quando un intervento militare condotto dagli Stati Uniti e dalla Nato ha portato alla caduta di Muammar Gheddafi nel 2011, un vuoto di potere che ha visto il Paese scendere nel caos con gruppi concorrenti impegnati per la supremazia. Attualmente esistono diversi centri di potere in Libia, il Governo Nazionale dell’Accordo (Gna) guidato da Fayez al-Sarraj e  sostenuto dalle Nazioni Unite a Tripoli e quello più prominente di Tobruk nell’Est del Paese, l’auto-proclamato Libyan National Army (Lna)  al comando del generale Khalifa Haftar, mentre Daesh, Al-Qaeda ed altri gruppi terroristici hanno tratto profitto nel Paese fratturato da scontri violenti tra le varie fazioni.

La liberazione di Saif al-Islam da parte del gruppo militante e sotto l’amnistia da parte del governo di Tobruk può causare più attriti con il governo libico riconosciuto a livello internazionale, dove la discordia ostacola l’efficace esecuzione degli affari del Paese e vari gruppi militanti si confrontano apertamente tra di loro nelle città.

di Cristina Amoroso

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