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Sacra Difesa, tesoro per la nazione iraniana

Redazione on 12 febbraio 2018 - 02:50 in Medio Oriente, Primo Piano

Il generale Mohammad Hossein Bagheri, capo di Stato maggiore delle forze armate iraniane, ha dichiarato che la nazione iraniana si godrà le glorie della Sacra Difesa del Paese per i secoli a venire.

“La Sacra Difesa è un tesoro prezioso che può garantire secoli di orgoglio e gloria per la gioventù e la nazione iraniana”, ha dichiarato la scorsa settimana il generale Mohammad Hossein Bagheri, capo di stato maggiore delle forze armate iraniane. Il comandante iraniano ha fatto queste osservazioni durante la sua partecipazione alla cerimonia di apertura di dieci nuovi centri culturali e del Museo della Sacra Difesa.

“I nemici dell’Iran, sia blocchi orientali che occidentali, subito dopo la vittoria della Rivoluzione Islamica, hanno incoraggiato e equipaggiato il vicino occidentale dell’Iran e aperto la strada affinché il regime baathista di Saddam occupasse alcune parti del nostro Paese”, ha aggiunto Bagheri.

L’aggressione militare da parte del regime iracheno ebbe inizio il 22 settembre 1980 e si concluse il 20 agosto 1988 con un Cessate il fuoco imposto dall’Onu. Il bilancio delle vittime di quel conflitto è ancora approssimativo, se si tiene conto che ancora oggi, da ambo le parti, si ritrovano i resti dei corpi di migliaia di combattenti ritenuti dispersi. Sulla base di stime ufficiali, i morti sui due fronti furono oltre un milione.

Il 22 settembre del 1980, l’aviazione di Saddam lanciò attacchi aerei a sorpresa su dieci aeroporti iraniani per distruggere l’aviazione di Teheran. L’Iraq fece uso di armamenti militari molto avanzati forniti dagli Stati Uniti e da diversi Paesi ostili verso l’Iran. Nell’eroica Sacra Difesa del Paese, oltre ai Pasdaran e alle milizie dei Basij, centinaia di migliaia di volontari si unirono alle Forze Armate iraniane per difendere il loro Paese dall’aggressione irachena.

Nell’agosto del 1988, dopo otto anni di un’atroce guerra imposta al popolo iraniano con la conseguente morte di oltre 1.5 milioni di uomini e donne (per il 60% iraniani) e 1,700mila feriti, venne accettata dalle parti in conflitto la risoluzione 598 dell’Organizzazione delle Nazioni Unite con la proposta di cessazione delle ostilità.

di Redazione

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