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Russia: no all’embargo totale contro la Corea del Nord

Redazione on 10 novembre 2017 - 12:49 in Attualità, Primo Piano

Mosca non ha mai sostenuto l’idea di un “embargo totale” sulla Corea del Nord, ha dichiarato il viceministro degli Esteri russo, Sergei Ryabkov, mentre gli Stati Uniti si accaniscono a imporre sanzioni al Paese asiatico colpito da tutti i tipi di sanzioni esistenti, diventando uno dei regimi più sanzionati al mondo.

Le osservazioni di Ryabkov sono giunte subito dopo che il presidente americano Donald Trump ha invitato i Paesi, tra cui la Russia e la Cina, ad attuare pienamente le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, abbassare i rapporti diplomatici con Pyongyang e staccarsi da tutti i legami commerciali e tecnologici con il Paese.

Sergei Ryabkov, affermando che per Mosca i problemi legati alla Corea del Nord devono essere risolti in modo “completamente diverso”, ha ribadito che Mosca non ha mai sostenuto pressioni, sanzioni o embargo, in quanto “ritiene che ci sia un’alternativa” e che la Russia continuerà a sostenere una soluzione politica e diplomatica alla situazione della penisola coreana. Trump e la sua controparte russa Vladimir Putin aspettano di incontrarsi questa settimana al vertice Asia-Pacifico per la cooperazione economica in Vietnam, dove discuteranno anche della Corea del Nord.

Gli Usa continuano a emettere sanzioni contro la Corea del Nord. Altre nuove sanzioni sono state emesse dal Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti a fine ottobre per sette funzionari militari e governativi e per tre entità legate al governo e al Partito dei lavoratori della Corea del Nord, citando le violazioni dei diritti umani. Nel comunicare la mossa, il Dipartimento del Tesoro ha chiamato la Corea del Nord “un regime brutale” e ha dichiarato che le nuove sanzioni sono state in risposta ai presunte azioni di Pyongyang in materia di violazioni dei diritti umani e di attività di censura.

Sta di fatto che la Corea del Nord negli ultimi 11 anni è stata colpita praticamente da tutti i tipi di sanzioni esistenti, diventando uno dei regimi più sanzionati al mondo. Le prime sanzioni le furono imposte da Stati Uniti, Onu e Unione Europea dopo il primo test nucleare realizzato nel 2006. Tale embargo proibisce la vendita alla Corea del Nord e il commercio in tale Paese di sistemi missilistici, carri armati e beni di lusso.

Le sanzioni sono aumentate sensibilmente dal 2013, due anni dopo l’arrivo al potere di Kim Jong-un, l’attuale leader nordcoreano, che ha accelerato i programmi missilistici e nucleari creando grande preoccupazione in Occidente e tra i suoi alleati. Nel corso degli anni sono stati decisi: un embargo sulla vendita di armi; il diritto dei Paesi sanzionatori a sequestrare e distruggere i carichi da e per la Corea del Nord sospettati di contenere materiale per fini militari; diverse limitazioni ai trasferimenti di denaro e l’espulsione della Corea del Nord dal sistema finanziario internazionale; il divieto di esportare diversi materiali, tra cui carbone e ferro; il divieto di aumentare il numero di lavoratori nordcoreani in Paesi stranieri, per limitare il contributo delle rimesse all’economia della Corea del Nord.

Nello scontro sul nucleare tra la Corea del Nord e gli Stati Uniti, intensificato durante l’estate, i governi di Russia e Cina hanno mostrato di essere le parti internazionali responsabili alle Nazioni Unite e in tutta la comunità internazionale. Lavorando di diplomazia, Mosca e Pechino hanno esortato alla moderazione e al dialogo di fronte alla ridicola retorica controproducente del presidente americano Trump e dell’ambasciatore statunitense all’Onu, Nikki Haley.

di Cristina Amoroso

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