Rocco Casalino e i vergognosi costi della politica

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I costi della politica, il taglio dei parlamentari, sono tutti argomenti di propaganda che alimentano gli istinti della popolazione che, aizzata dalla perenne campagna elettorale, vedono nel “costo della politica” tutto il male che attanaglia l’Italia. Basterebbe tagliare i costi ed i numeri dei parlamentari per far rinascere la nazione, ma il problema non è di così semplice lettura anche se, a leggere le cifre degli stipendi, c’è da indignarsi non poco, come l’esempio di Rocco Casalino di cui parleremo successivamente.

Ci sarebbe anche una legge sulla trasparenza che obbligherebbe, il condizionale è d’obbligo, di mettere nero su bianco le cifre guadagnate dai politici. Con il tempo che ci vuole in Italia per pratiche di trasparenza che in altre nazioni sono la prassi, le cifre sono state rese pubbliche e tra i più pagati risulta qualcuno di apparentemente insospettabile.

L’insospettabile e discutibile Rocco Casalino

Rocco Casalino, portavoce e capo ufficio stampa del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, numero uno della comunicazione dei 5 Stelle, uno dei Casaleggio Boys che deve la sua fortuna alla partecipazione al Grande Fratello, con 169mila euro lordi annui è il dipendente più pagato tra coloro che lavorano a Palazzo Chigi.

Lo stipendio del capo ufficio stampa è così composto: 91mila euro di trattamento economico, 59mila euro di emolumenti accessori e 18mila di indennità per un totale di poco inferiore ai 170mila euro annui. Una cifra molto più alta di quella recepita da Giuseppe Conte il quale non avendo nemmeno la qualifica di “deputato” deve accontentarsi di 114mile euro lordi annui.

Eppure non sono cifre inedite nel panorama della politica tricolore visto che anche nel governo Renzi, l’allora presidente del Consiglio non ancora parlamentare, si ritrovò un accredito minore rispetto a quello ricevuto dal suo portavoce Filippo Sensi divenuto poi deputato. Stesse cifre anche all’epoca della rottamazione con 114mila euro per Matteo Renzi e 169mila per Sensi, ma a saltare all’occhio è come “il governo del cambiamento” sia uguale a quello della rottamazione.

Altro nome tra i “paperoni” è Pietro Dettori che si posiziona tra quelli “meno pagati”, alle spalle di Rocco Casalino. Dettori è un altro dei fedelissimi di Davide Casaleggio, assunto nella segreteria dell’ex vicepremier Di Maio con la qualifica di Responsabile della Comunicazione. Dettori di ritrova un guadagno di 130mila euro annui.

Una Comunicazione che costa

Risalta ad un’attenta lettura come le cifre più alte siano quelle alla voce “comunicazione” che è il vero mantra del governo che sta spendendo più di tutti gli altri esecutivi precedenti. L’ufficio stampa e del portavoce di Giuseppe Conte ha in organico sette persone per un costo complessivo di 662 mila annui, di cui 169 mila vanno a Rocco Casalino. Secondo in classifica il governo Letta, che contava sette persone nello staff comunicazione per un costo totale di 629mila euro annui e con il portavoce pagato 140mila euro. Anche l’esecutivo di Paolo Gentiloni contava su una struttura di sette persone per un costo di 525mila euro.

Pubblicazione lumaca questa delle cifre che si è fatta attendere più del dovuto visto che la legge 33/2013 prevede che le P.A. aggiornino le informazioni entro tre mesi dall’insediamento. Solo la presidenza del Consiglio che ha impiegato 110 giorni affinchè questi dati venissero resi pubblici, non una buona pubblicità per il governo del cambiamento.

di Sebastiano Lo Monaco

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