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900 rifugiati salvati dalla Guardia Costiera

Salvo Ardizzone on 30 dicembre 2016 - 05:30 in Cronaca, Primo Piano

E’ di questi giorni la notizia che 900 rifugiati sono stati tratti in salvo dalla Guardia Costiera italiana. La Guardia Costiera ha affermato che, Mercoledì 28 Dicembre, i 900 rifugiati sono stati prelevati durante la notte da due barche di legno che si trovavano al largo della costa libica, altre 40 persone sono state tratte in salvo da un’altra imbarcazione.

rifugiatiI rifugiati tratti in salvo sono eritrei, bengalesi, pakistani, somali, e siriani, partiti con le famiglie dai luoghi di provenienza. Il numero dei rifugiati richiedenti asilo, arrivati in Italia dall’inizio dell’anno, è 180mila; di 14.000 unità superiore al totale del 2015 e di 10mila a quello del 2014; sono i dati del ministero dell’Interno.

La croce rossa libica ha affermato che 11 corpi erano stati ritrovati sulle spiagge vicino Tripoli. Quei poveri morti si sommano alle migliaia di altri deceduti negli ultimi mesi; gente che è costretta a mettersi in marcia, scappando dal luogo in cui vive che lascia per sempre, racimolando ciò che può per salire su una carretta che per definirla nave occorre la stupidità di un leghista, e parte alla ricerca di un El Dorado che non esiste. E quando arriva, viene additata come la fonte di tutti i malanni da popolazioni che, invece di accoglierla li schifa. Limitandosi a questo, per il momento. Il futuro non è dato saperlo ma sicuramente non è luminoso.

Le coste libiche sono divenute il trampolino di lancio di chi cerca rifugio, di chi tenta di raggiungere l’Europa in modo irregolare. Gran parte di questa gente proviene dal settore sub-sahariano. In risposta alla crisi, l’unione europea, nel 2015, ha lanciato l’operazione “Sophia” con lo scopo di ridurre il flusso del contrabbando di esseri umani attraverso il Mediterraneo e addestrare la Guardia Costiera libica al contrasto dei contrabbandieri. Nella realtà, l’operazione si è rivelata un totale fallimento.

E’ innegabile che il flusso dei rifugiati che raggiungono il suolo europeo sia senza precedenti. La maggior parte di questi disperati proviene dalle zone conflittuali dell’Africa e del Medio Oriente, in particolare dalla Siria. E’ anche innegabile e riprovevole che un Continente in cui si trovano nazioni come Francia, Germania, Italia, & C., non sia in grado di organizzarsi in maniera degna per dare non solo la giusta e sacrosanta accoglienza a chi la merita, ma di applicare politiche sociali degne del nome ai rifugiati.

E’ impensabile tenere chi è nel pieno della forza fisica e produttiva a poltrire in appartamenti di fortuna, quando va bene. In molti casi è gente istruita che nella loro nazione aveva un lavoro. Molti sono infermieri, professori che sono dovuti andare via. Arrivati in Europa non hanno alcun modo di poter essere d’aiuto alla nazione che li ospita e a se stessi con un’attività regolare.

Più di 5000 persone sono morte, nel solo 2016, durante il tentativo di attraversare quella tomba d’acqua che è diventato il Mediterraneo. E’ un dato da far accapponare la pelle, che segue i 3.600 morti del 2015. Numeri terrificanti, si, ma che non riescono a scuotere le coscienze.

Sebastiano Lo Monaco. 

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