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Resistenza irachena combatterà al fianco di Hezbollah

Redazione on 13 dicembre 2017 - 02:30 in Asse della Resistenza, Primo Piano

Si rinsalda sempre di più il coordinamento tra i vari movimenti all’interno dell’Asse della Resistenza in Medio Oriente. Lo sceicco Akram al-Kaabi, leader di Hezbollah al-Nujaba, tra i più importanti movimenti della Resistenza irachena di Hashd al-Shaabi, ha annunciato che aiuterà il gruppo della Resistenza libanese Hezbollah, in caso di attacco da parte di Israele.

“Saremo parte del sistema di difesa contro il regime sionista in caso di eventuali attacchi da parte di Israele contro Hezbollah”, ha dichiarato al-Kaabi durante un’intervista alla televisione libanese al-Mayadeen. “Anche Seyyed Hassan Nasrallah, leader di Hezbollah, ha dichiarato che l’intero Fronte della Resistenza entrerà in scena con piena preparazione in ogni possibile guerra futura”, ha aggiunto il leader iracheno.

Le sue osservazioni sono arrivate dopo che il comandante iraniano del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, Mohammad Ali Jafari, ha sottolineato giovedì scorso che ogni nuova guerra nella regione porterà all’annientamento del regime sionista. Il generale Jafari ha avvertito che il Libano è il primo obiettivo di Israele e ha affermato che il gruppo della Resistenza libanese di Hezbollah deve essere armato contro di esso per mantenere la sicurezza in Libano. “Questo problema non è negoziabile e l’intera nazione libanese, tranne un certo numero di piccoli gruppi fantoccio, sostiene Hezbollah”, ha aggiunto il generale iraniano.

La scorsa settimana, il generale iraniano Qassem Soleimani, comandante della Forza Quds dei Pasdaran, ha omaggiato le Forze della Resistenza irachena con particolare riferimento alle Hashd al-Shaabi, e il ruolo determinante avuto da Hezbollah nella sconfitta del Daesh. Con la caduta di Rawa in Iraq e dopo la definitiva liberazione di Al-Bukamal in Siria, operazioni a cui ha partecipato direttamente, il capo della Forza Quds dichiara che le bandiere dell’Isis sono state definitivamente abbassate, e innalzate quelle di Siria ed Iraq, segnando la fine del regno di terrore appoggiato da sionisti e americani.

di Redazione

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