Repubblica Ceca: migranti “marchiati”, una vergogna senza fine

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di Adelaide Conti

Una poliziotta in guanti celesti scrive con un pennarello blu un numero sul braccio di un bambino addormentato. Il numero servirà a identificare il treno di arrivo e il vagone su cui viaggia il piccolo. Stessa sorte per uomini e donne. Non si tratta di immagini di repertorio che ci raccontano la tragica e dolorosa deportazione degli ebrei durante il terzo Reich, ma ciò che sta accadendo in questo momento nella Repubblica Ceca. La foto è stata pubblicata dal sito Britske Listy e testimonia con la forza delle immagini l’insensatezza della decisione di “schedare” ogni immigrato arrivato nel Paese con un numero nel braccio.

I numeri di questa nuova ondata di immigrati che sta investendo l’Europa dell’est sono significativi: nella sola Ungheria nelle ultime 24 ore sarebbero entrati quasi duemila e trecento clandestini. Si tratterebbe in gran parte di persone provenienti dalla Siria, Afghanistan e Pakistan. Migliaia di disperati, tra cui molte donne e bambini che, una volta attraversato quel breve tratto di mare che ha diviso la loro sfortuna dalla più agiata quotidianità europea, chiede di essere accolta e aiutata.

L’ostilità con cui le autorità accolgono questa povera gente lascia l’amaro in bocca. L’Europa pare aver dimenticato le gravi responsabilità nei confronti di ciò che è successo in alcuni Paesi del continente nero e del Medio Oriente. Le radici di tali responsabilità affondano nella storia del colonialismo europeo. L’Africa la si è sfruttata, saccheggiata resa un campo di battaglia per poi abbandonarla al suo triste destino. Un triste destino che oggi più che mai accomuna anche la sua gente.

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