/ Europa / Regno Unito post Brexit vuole orientare politica estera Ue

Regno Unito post Brexit vuole orientare politica estera Ue

Salvo Ardizzone on 13 settembre 2017 - 05:01 in Europa, Primo Piano

Il Regno Unito intende continuare ad orientare la politica estera della Ue anche dopo la Brexit; è quanto emerge fra le pieghe dei negoziati fra Londra e Bruxelles. A differenza da quanto ventilato nella lettera con cui la premier Theresa May ha attivato l’articolo 50 del Trattato di Lisbona, adesso il Governo britannico sostiene di voler continuare a basare i futuri rapporti con la Ue anche nell’ambito della sicurezza.

In altre parole, Londra si è resa conto che una Brexit che abbandoni l’Europa, e insieme la funzione di orientare la politica estera e della sicurezza della Ue in chiave strettamente filo Nato, sarebbe un clamoroso autogol che renderebbe il Regno Unito politicamente irrilevante agli occhi di Washington.

Di qui un secondo documento con il quale il Governo britannico prevede di cooperare sulle sanzioni e concordare la politica estera con la Ue, in modo da mantenere la possibilità d’esercitare la sua funzione di controllo sull’Europa, che svolge dalla fine della Seconda Guerra Mondiale a favore di Washington, lucrando su questa funzione.

Il primo obiettivo, neanche troppo velato, è scongiurare che a seguito della Brexit e degli sconvolgimenti epocali che si stanno verificando, la Germania emerga come nuova potenza militare, orientando le scelte del Continente su un’agenda autonoma dagli stretti interessi di Washington. I temi su cui Londra sarebbe pronta a porre il veto sono tanti e pesanti, a cominciare da una revisione dei rapporti con la Russia in nome di interessi convergenti, argomento che suona come una bestemmia alle orecchie dell’establishment Usa.

A prescindere dalla Brexit, Londra getta sul piatto della bilancia il proprio arsenale nucleare (in questo bilanciato solo dalla Francia), la propria industria della Difesa e l’appartenenza all’esclusivo club dei “Five Eyes”, che unisce le Intelligence dell’Anglosfera.

La svolta repentina del Governo britannico, perché di questo si parla, è assai più significativa e “pesante” del voto notturno con cui il Regno Unito ha recepito le normative europee nella legislazione nazionale, permettendo la prosecuzione del cammino della Brexit e insieme del Governo di Theresa May, ed è con evidenza ad esso strettamente legata, perché restituirebbe a Londra la funzione di guardiana degli interessi Usa, che giustificava agli occhi di Washington il suo tante volte invocato “rapporto speciale”.

Inserire questo aspetto nella trattativa sulla Brexit, per Londra diviene strategico e per Bruxelles scomodo, che a questo punto deve vedersela con le pressioni Usa; resta da vedere fino a che punto una Angela Merkel rieletta (come con tutta probabilità lo sarà a breve), vorrà sacrificare le ritrovate ambizioni della Germania ad uno schema che le sta sempre più stretto.

di Salvo Ardizzone

0 POST COMMENT

Send Us A Message Here

IlFaroSulMondo.it usa i cookies, anche di terze parti. Ti invitiamo a dare il consenso così da proseguire al meglio con una navigazione ottimizzata. maggiori informazioni

Le attuali impostazioni permettono l'utilizzo dei cookies al fine di fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Se continui ad utilizzare questo sito web senza cambiare le tue impostazioni dei cookies o cliccando "OK, accetto" nel banner in basso ne acconsenterai l'utilizzo.

Chiudi