Regime sionista avvia piano ferroviario con Paesi arabi

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Il sito web “Israel News 24” ha riportato che il Ministero degli Esteri sionista ha rivelato il progetto ferroviario per “promuovere la pace regionale”, presentato dal Ministro degli Esteri del regime sionista, Israel Katz, durante la sua recente visita negli Emirati Arabi Uniti.

Il ministero degli Esteri israeliano attraverso le sue pagine ufficiali di “Facebook” e “Twitter” in arabo, ha pubblicato un video che introduce il progetto che definisce “un’iniziativa miracolosa” che mira a collegare il Mar Mediterraneo e il Golfo Persico attraverso la costruzione di ferrovie.

L’iniziativa si basa sull’uso di Israele come ponte terrestre e sulla Giordania come “trasporto regionale”, sottolineando che “in futuro trasporteranno anche passeggeri tra gli Stati Uniti, l’Europa e il Mar Mediterraneo a ovest e tra gli Stati del Golfo, l’Arabia Saudita e l’Iraq ad est”. Il ministero degli Esteri israeliano ha sottolineato che l’infrastruttura “consentirà l’attuazione di questa iniziativa nel quadro di un calendario relativamente breve”.

Spiega che “il treno del prato, che corre tra le città di Haifa e Beit Shan, che è stato costruito sulla rotta storica della ferrovia Hijaz e riaperta nel 2016, sarà esteso fino al Giordano, e anche verso l’incrocio di Jalameh e l’area di Jenin in Cisgiordania a ovest, e anche a est verso la Giordania, l’Arabia Saudita e il Golfo, “sostenendo che questa linea promuoverà la crescita economica dei palestinesi”.

Cisgiordania, un lager tra barriere e checkpoint

La frequenza con cui l’area di Gerusalemme e il resto della Cisgiordania sono teatro di scontri tra la popolazione palestinese e i militari d’occupazione israeliana ha portato le autorità di Israele ad adottare nuove-vecchie misure di oppressione e controllo. Numerosi checkpoint e posti di blocco sono stati eretti ovunque nelle regioni interessate dalle “rivolte”. Non solo checkpoint ma pure torri di controllo militari, telecamere, barriere e blocchi stradali e filo spinato ovunque.

Regime sionista e Diritto Umanitario Internazionale

Il Diritto Umanitario Internazionale chiede a una potenza occupante di non interferire con le vite dei civili sotto occupazione. La IV Convenzione di Ginevra proibisce di apportare modifiche allo status quo territoriale, evidentemente disposizione inesistente e impraticabile sulla terra di Palestina martoriata e frammentata dalla presenza di una brutale occupazione militare.

di Giovanni Sorbello

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