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Ragazza palestinese condannata a tre anni di carcere

Redazione on 22 settembre 2017 - 02:56 in Palestina, Primo Piano

Una ragazza palestinese di sedici anni, Lama al-Bakri è stata condannata a tre anni di reclusione da un tribunale militare israeliano.

Lama è stata gravemente ferita nel 2015 dopo un presunto tentativo di accoltellamento di un soldato israeliano vicino a Kirtat Arba, un insediamento israeliano illegale a Hebron. Nonostante il fatto che, in base al diritto internazionale, la resistenza all’occupazione è completamente legale, Israele arresta chiunque compia un atto di resistenza verso l’occupazione. I palestinesi nella Cisgiordania sono sotto la legge militare e un bambino che getta una pietra contro un soldato occupante può essere condannato fino a venti anni di carcere.

Quando la ragazza palestinese è stata ferita ed arrestata, l’esercito israeliano ha bloccato l’accesso all’ambulanza sopraggiunta per soccorrere la vittima. Ora Lama oltre a pagare una pesante sanzione economica, dovrà trascorrere tre anni nella prigione israeliana e sarà aggiunta alla lunga lista di minori arrestati dai militari del regime israeliano. Secondo Addameer, un’associazione di diritti dei prigionieri, oltre 300 minori palestinesi si trovano attualmente nelle prigioni israeliane.

Oltre 12mila bambini palestinesi sono stati arrestati e ad oggi restano in detenzione israeliana 480 minori. Il 95% di essi è sottoposto a forme di tortura e ad altri abusi nel corso di arresti, interrogatori e costrizioni a confessare il falso, anche perché non viene permessa la presenza di un legale difensore.

Ogni anno sono stati arrestati 700 minori palestinesi, tutti con l’accusa di aver tirato pietre contro militari israeliani pesantemente armati e pronti ad aprire il fuoco contro i piccoli in maniera indiscriminata. Gli arresti che hanno investito i minori mentre raggiungevano la propria scuola sono avvenuti soprattutto presso i checkpoint israeliani sparsi in ogni angolo della Palestina occupata.

Questa situazione si traduce in “terrore” per i bambini che spesso convivono con traumi dell’infanzia e che, soprattutto laddove regna la povertà come nella Striscia di Gaza, rinunciano ad andare a scuola per non vivere ogni giorno l’incubo o la minaccia israeliana. A Gaza gli studenti si svegliano ogni mattino con il rumore degli aerei da guerra di Israele.

di Redazione

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