Putin: “Stati Uniti responsabili dell’instabilità della Siria”

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La difficile situazione in Siria, di cui sono i massimi responsabili gli Stati Uniti ed i loro alleati, sarà discussa sabato a Losanna, in Svizzera, in una riunione dei diplomatici di Stati Uniti, Russia, Iran, Turchia e Arabia Saudita. Gli Stati Uniti ed i loro alleati sono nel complesso i principali responsabili della situazione in Siria, mentre le accuse nei confronti della Russia sono “retorica politica”, lo ha affermato il presidente russo Vladimir Putin, in una intervista con il canale televisivo francese Tf1. “Direi che si tratta di retorica politica che non ha senso e che non sta prendendo in considerazione la situazione reale”, riferendosi agli Stati Uniti ed ai loro alleati che accusano la Russia di bombardare Aleppo.

PutinPutin ha ricordato che Washington ha promesso più volte di separare l’organizzazione terroristica di Fatah al-Sham (ex al-Nusra) e di altre organizzazioni simili da quella che è stato chiamata “opposizione armata”, ma non ha rispettato le promesse, insistendo sul fatto che cessare le ostilità è la priorità assoluta.

Argomento questo trattato in precedenza dal ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, che in un’intervista in onda su Channel One Russia ha dichiarato: “Mosca non vede alcun fatto a dimostrazione che gli Stati Uniti stanno combattendo seriamente Al-Nusra. Ho chiesto a Kerry se ha qualche piano segreto per salvare Al-Nusra… per renderlo ad un certo punto una forza principale per rovesciare Assad. Kerry ha giurato che non era vero, e che gli Stati Uniti stanno in realtà combattendo Al-Nusra”.

Lavrov ha osservato che, anche se i caccia americani spesso effettuano attacchi contro i militanti dello Stato Islamico, il rendimento è piuttosto basso. “I bombardieri degli Stati Uniti molto spesso ritornano alla base aerea di Incirlik (in Turchia) o ad altre basi che utilizzano, con le munizioni non utilizzate. C’è un’alta frequenza di voli, ma l’efficienza è molto bassa. Secondo alcune stime, è al 15/20 per cento”, ha aggiunto.

Putin ha anche parlato del punto di svolta nelle operazioni congiunte tra Washington e Mosca in Siria, chiarendo come l’attacco del 16 settembre guidato dagli Stati Uniti contro un’unità dell’esercito siriano abbia finito per rompere l’accordo del cessate il fuoco.

“I nostri colleghi americani ci hanno detto che questo attacco aereo è stato fatto per errore. Questo errore è costato la vita a 80 persone e, anche solo per una coincidenza, forse, l’Isis ha preso l’offensiva subito dopo. Nello stesso tempo, nei ranghi più bassi, a livello di operazioni, uno del personale di servizio militare americano ha detto francamente che hanno trascorso diversi giorni nella preparazione di questo attacco. Come hanno potuto fare un errore se fossero stati diversi giorni a preparare l’attacco?”

Nel corso dell’intervista al Canale televisivo Tf1 non è mancata la risposta di Putin alle accuse rivolte alla Russia domenica scorsa dal candidato democratico alla Presidenza, Hillary Clinton, la quale ha sostenuto che “molte persone hanno dovuto lasciare la Siria a causa della presunta aggressione russa”.

Secondo il presidente, il problema è emerso molto prima della presenza della Russia in Siria, “il massiccio deflusso di persone provenienti da questo enorme territorio, in Medio Oriente, anche in Africa, in Afghanistan, è cominciato molto tempo prima delle nostre azioni attive in Siria”.

Parlando poi della situazione umanitaria della Siria in Aleppo, il presidente russo ha sottolineato che i terroristi non possono essere autorizzati a usare le persone come scudo umano. “Non possiamo permettere loro di ricattare il mondo intero, quando stanno prendendo ostaggi, uccidendo, decapitando. Se si vuole finire il lavoro di lotta al terrorismo, allora dovrebbero essere combattuti”.

Infine Putin ha ribadito che è ancora “ottimista” su di una soluzione diplomatica in Siria, ed ha affermato che l’offerta di “riprogrammare” la visita della prossima settimana in Francia, annullata in seguito ad un affronto diplomatico da Francois Hollande, è genuina.

“Questo non è il momento migliore per incontri ufficiali, data la mancanza di comprensione reciproca, per usare un eufemismo, che abbiamo sugli eventi in Siria, in particolare sulla situazione in Aleppo. Ma siamo sempre aperti, naturalmente, a tutte le consultazioni e il dialogo su questo tema”, ha concluso Putin.

di Cristina Amoroso

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