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Ponte sullo Stretto: non esiste ma costa 1,5 ml l’anno

Salvo Ardizzone on 1 dicembre 2017 - 05:07 in Cronaca, Primo Piano

Da una relazione della Corte dei Conti è emerso che il Ponte sullo Stretto di Messina, pur non essendo un’opera esistente, costa alla collettività oltre 1,5 milioni di euro all’anno. Il paradosso dipende dal mantenimento in vita della Stretto di Messina S.P.A., posta in liquidazione nell’aprile 2013 e ancora in grado di gravare sui conti pubblici.

La relazione della Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato della Corte dei Conti, a resoconto del periodo complessivo, calcola in oltre 312 milioni di euro la spesa totale fino al 2013, dei quali 75 milioni di euro investiti in studi di fattibilità e ricerche fatti prima dell’approvazione del progetto nel 2003.

Quella del Ponte sullo Stretto è una vicenda complessa, di una complessità tutta italiana e dunque dai contorni tanto sfumati quanto invece concreti dal punto di vista economico e del danno per le tasche dei contribuenti.

Una chiusura, quella della società Stretto di Messina, che fu addirittura garantita da un provvedimento legislativo, il d.l. 2 novembre 2012 n. 187, che appunto ne disponeva la cessazione nel termine di un anno. Durante questo lungo periodo non sono state prese le opportune iniziative, se non quelle di resistenza in giudizio, facendo si che si determinasse un’emorragia economica insostenibile ed insensata.

 Il monito della Magistratura contabile si focalizza proprio sull’opportunità che il legislatore provveda in maniera definitiva a mettere la parola fine alla vicenda del Ponte sullo Stretto, senza continuare ad attendere oltre la definizione in sede giudiziaria. Tanto più che la spesa prevista per l’anno 2017 si attesta ben oltre il milione di euro. Un milione di euro pubblici per foraggiare una società inattiva che gestisce un’opera che non c’è.

Tante, troppe sono le opere pubbliche inutili o incompiute che costellano la triste storia delle infrastrutture della Repubblica Italiana, ma arrivare a pagare l’inesistente o il solo immaginato, rasenta lo psicodramma di una politica sempre meno empatica e più sciatta.

Nella fattispecie si tratta di una sciatteria macroscopica, enorme quanto l’opera che si vorrebbe realizzare. Il Ponte sullo Stretto è stato ed è oggetto di annosi dibattiti e lotte sociali. Al paventato danno territoriale ed ambientale, si aggiunge la beffa concreta e quantificabile di una spesa inutile.

Un vortice milionario da far impallidire le violente correnti che tormentano le acque dello Stretto, generato da individui che poco hanno da invidiare ai due mitologici mostri Scilla e Cariddi, costretti ad assistere con rassegnata costernazione alla ridicola depredazione di quello che fu l’antico teatro delle loro scorribande.

di Massimo Caruso

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