/ Europa / Polonia: veto presidenziale sulle riforme dei populisti

Polonia: veto presidenziale sulle riforme dei populisti

Salvo Ardizzone on 25 luglio 2017 - 05:30 in Europa, Primo Piano

In Polonia, il presidente Andrzej Duda ha annunciato il suo veto su due delle tre riforme approvate dal Parlamento, che metterebbero il potere giudiziario alla mercé dell’Esecutivo. La decisione è giunta dopo giorni di proteste popolari e la minaccia della Ue di aprire una procedura d’infrazione contro Varsavia, per l’emanazione di norme che avrebbero compromesso irrimediabilmente l’autonomia del potere giudiziario.

È stato il Presidente in persona ad annunciare che non avrebbe firmato le due leggi, accogliendo le richieste dei manifestanti e della Ue. Andrzej Duda ha aggiunto di non essere stato consultato prima dell’approvazione in Parlamento di leggi che ha disapprovato, in quanto i giudici verrebbero sottoposti di fatto al Ministro della Giustizia, che riveste di già la carica di Procuratore Generale.

Il gesto del Presidente è doppiamente pesante in quanto rappresenta una sconfessione del PiS, il partito al Governo nelle cui fila è stato eletto alla massima carica della Polonia. Per Jaroslaw Kaczynski, il leader storico del PiS e ispiratore della torsione nazionale-populista del Paese, è la prima sconfitta dall’arrivo al potere nell’ottobre del 2015.

Il presidente Duda, contestando per la prima volta Kaczynsy, ha condannato una riforma inutile che provoca una frattura fra la società e lo Stato. Per questo ha preso l’inedita iniziativa d’invocare il senso di responsabilità sia del Governo che del Comitato di Difesa della Democrazia, che da mesi organizza imponenti manifestazioni contro la svolta autoritaria impressa alla Polonia.

Le dimostrazioni contro la sostanziale abrogazione dell’indipendenza della Consulta e della Magistratura erano cresciute nei gironi scorsi, con cortei in cento città culminati in una spettacolare “marcia delle candele” dinanzi al palazzo presidenziale.

Il fatto nuovo delle manifestazioni è stato il crescente coinvolgimento giovanile nella protesta; i sondaggi concordano nell’affermare che l’82% dei giovani contesta le politiche dell’attuale Governo nazional-populista con forti venature xenofobe.

La decisione del presidente Duda segna una cesura destinata ad inaugurare in Polonia una stagione di contrapposizione, fra le opposizioni rinvigorite dall’appoggio della piazza ed il PiS, che giunto al potere nel 2015 con una piattaforma di ultradestra, ha messo mano ad una serie di riforme per dare una svolta autoritaria al Paese.

La Polonia, membro più influente del Gruppo di Visegraad, stretta alleata di Washington e strenua sostenitrice della contrapposizione frontale con la Russia, difficilmente arriverà a rompere con la Ue, malgrado gli strepiti ha troppo da perdere, ma con tutta probabilità per essa si può aprire un periodo di forte instabilità, per lo scontro fra l’anima nazional-populista (sostenuta da Washington perché ad essa funzionale) e quella che intende opporsi alla deriva autoritaria e confessionale impressa da Kaczynski.

di Salvo Ardizzone

0 POST COMMENT

Send Us A Message Here

IlFaroSulMondo.it usa i cookies, anche di terze parti. Ti invitiamo a dare il consenso così da proseguire al meglio con una navigazione ottimizzata. maggiori informazioni

Le attuali impostazioni permettono l'utilizzo dei cookies al fine di fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Se continui ad utilizzare questo sito web senza cambiare le tue impostazioni dei cookies o cliccando "OK, accetto" nel banner in basso ne acconsenterai l'utilizzo.

Chiudi