Myanmar: non si ferma la repressione del regime contro le minoranze etniche

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di Redazione

Non ha fine il calvario per la comunità dei musulmani Rohingya, una delle tante etnie che vivono in Myanmar. Una cinquantina di loro in fuga dalle violenze del regime, sono stati fermati nel sud della Thailandia mentre cercavano di raggiungere la Malaysia. Sono stati bloccati dalle forze di sicurezza all’alba di lunedì mentre si trovavano a bordo di alcune barche.

I Rohingya, riconosciuti dalle Nazioni Unite, sono una delle comunità più perseguitate al mondo. Dall’indipendenza del Myanmar avvenuta nel 1948, la minoranza musulmana ha dovuto affrontare una pesante persecuzione ad opera del regime e degli estremisti buddisti.

Il governo del Myanmar è stato più volte criticato da importanti associazioni per i diritti umani per non aver garantito la protezione dei Rohingya, attaccati e perseguitati dalla maggioranza buddista filo-governativa. Il regime è accusato anche di ignorare la risoluzione approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, in cui si chiede il riconoscimento della piena cittadinanza per i membri della comunità dei Rohingya.

Anche la Thailandia è stata più volte criticata da varie organizzazioni internazionali per i respingimenti effettuati in mare contro le imbarcazioni cariche di Rohingya, e per trattenere i migranti in strutture molto simili a dei campi di concentramento.

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