Ashura, lotta dell’umanità contro ingiustizia e oppressione

Ashura
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Milioni di musulmani in tutto il mondo stanno partecipando alle cerimonie per celebrare l’Ashura, l’anniversario del martirio dell’Imam Husayn, il terzo imam sciita. Sciiti provenienti dall’Iran e da altri Paesi della regione hanno invaso le strade e le moschee della città irachena di Karbala, dove si trovano i luoghi santi dell’Imam Husayn, per onorare l’Ashura nel 10° giorno del mese lunare di Muharram.

Ogni anno i residenti di Karbala si attivano per servire e sostenere i pellegrini durante le cerimonie del mese di Muharram. Le istituzioni e le organizzazioni locali hanno allestito 1.500 postazioni che forniranno ogni tipo di conforto e soccorso ai fedeli.

L’Imam Husayn, nipote del Profeta Muhammad, venne martirizzato insieme a 72 dei suoi compagni fedeli nel 680 dc nella battaglia di Karbala contro il secondo califfo omayyade Yazid I. L’Imam Husayn è stato ucciso dopo aver rifiutato di giurare fedeltà al sovrano tiranno.

Le cerimonie annuali di Ashura si svolgono in tutto il mondo e simboleggiano la posizione eterna e incrollabile della verità contro la falsità e la lotta dell’umanità contro l’ingiustizia, la tirannia e l’oppressione, la causa per cui l’Imam Husayn venne martirizzato.

Ashura e sacrificio Imam Husayn

Il supremo sacrificio di Husayn bin ‘Ali, della sua famiglia e dei suoi compagni a Karbala è giustamente considerato come un evento epocale nella storia dell’Islam. Nessuno storico serio mette in questione l’evento o la sua importanza. In questo articolo, vorrei spiegare perché l’Imam Husayn bin ‘Ali (A) ha sacrificato la sua famiglia ed i suoi amici rifiutando di prestare alleanza a Yazid bin Mu’awiyah. Comprendere la filosofia del sacrificio di Husayn è una questione importante in sé stessa, ma lo diventa ancor di più quando comprendiamo che anche la filosofia o motivo delle cerimonie commemorative (‘azadari) di Muharram sono interconnessi con essa.

Il miglior modo per conoscere la ragione del sacrificio dell’Imam Husayn è quello di studiare le sue stesse parole. Il più importante tra i suoi detti concernenti questo argomento è il testamento che Husayn scrisse e lasciò a suo fratello, Muhammad al-Hanafiyya. Io considero questo documento come una “comunicato dell’obiettivo” della Rivoluzione di Husayn. L’Imam Husayn scrive: “Non mi sono sollevato per rabbia o arroganza, né per esercitare ingiustizia o oppressione. Mi sono sollevato [soltanto] per cercare di riformare la Ummah (comunità) di mio nonno. Voglio ordinare il bene, proibire il male, e seguire la Tradizione di mio nonno e di mio padre ‘Ali bin Abi Talib”.

In questo testamento Husayn menziona il problema affrontato dalla Ummah Islamica e la soluzione da lui adottata per risolvere questo problema. Il problema era il graduale allontanamento della Ummah dai puri insegnamenti dell’Islam, poiché l’Islam era stato preservato nella forma ma lo spirito ne era stato deformato. La soluzione, secondo Husayn, era quella di applicare i principi islamici di amr bil ma’ruf (ordinare il bene) e nahi ‘anil munkar (proibire il male), e mostrare inoltre il sentiero puro e incorrotto del Profeta dell’Islam come preservato e insegnato da ‘Ali bin Abi Talib.

di Redazione

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