Muos, gli “occupanti” non fermano i lavori

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Incredibile? No, il popolo siciliano non riesce più a stupirsi. Quello americano sembra ormai un atteggiamento abbastanza determinato: il Muos s’ha da fare e si deve finire con o senza l’approvazione del Governo e quindi di tutto il popolo. Interessi  enormi ed  investimenti ingenti da parte del Pentagono? Eppure la Costituzione italiana, nel suo primo articolo recita così: “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. Una sovranità che sembra non esistere nemmeno di fronte ad un potere, quello dei “liberatori”, che riscuote consensi perfino con l’approvazione del Governo Nazionale Italiano, come ufficializzato l’11 Marzo dopo l’incontro a Roma.

RIESPLODONO LE PROTESTE, ALTRO CHE REVOCA: Dopo la firma della revoca delle autorizzazioni per i lavori al Muos, le antenne paraboliche per le comunicazioni satellitari della Marina Militare Statunitense in fase di costruzione a Niscemi (Caltanissetta), avvenuta stranamente il giorno prima della manifestazione nazionale di giorno 30 Marzo, i lavori al “Muostro” sembrano procedere in tempi velocissimi. Diversi filmati, tra cui il primo quello pubblicato dal giornalista e regista Manolo Luppichini su CTzen, mostrano realmente i proseguimenti dei lavori e l’evidente innalzamento della terza torretta utile a sostenere una parabola del sistema. Solo poche ore e, da una messa a confronto di due foto, possiamo notare la rapidità con la quale tutto è stato eseguito dalle grandi gru entrate nella base in occasione della grave vicenda dei soprusi verso gli attivisti No Muos.

FERMATI ALTRI MEZZI: Giunti alla base almeno una ventina di mezzi con a bordo altrettanti operai e scortati da militari americani. “Siamo riusciti a far tornare indietro i mezzi su cui viaggiavano i lavoratori” ha riferito a CTzen Concetta Gualato del Comitato Mamme No Muos mentre, subito dopo, la chiamata del Vicequestore di Caltanissetta Alessandro Milazzo tesa a raccomandare le mamme di fare entrare assolutamente i mezzi, rischio una bella denuncia. “E’ un’azione vile, vergognosa – commenta l’attivista Giuseppe Maida- un’azione non corretta che meriterebbe la condanna per molti”.

PRESENTATO ESPOSTO ALLA PROCURA DI CALTAGIRONE: E’ stato subito presentato esposto alla Procura di Caltagirone per denunciare la violazione del divieto e della legge da parte degli americani riguardo la decisione del Governo Siciliano. A firmarlo le 75 mamme No Muos e il Comitato No Muos Sicilia.  In attesa di altri riscontri non si escludono ulteriori prese di posizione da parte degli attivisti.

RISPONDE IL MINISTERO DELLA DIFESA: “La Difesa, nel prendere atto di quanto comunicato dal Consolato Generale degli Stati Uniti d’America di Napoli in merito alle vicende legate al MUOS di Niscemi, ribadisce che, pur proseguendo i lavori di predisposizione, l’installazione delle parabole potrà iniziare soltanto quando saranno resi noti i risultati dello studio indipendente commissionato all’Istituto Superiore della Sanità”: questa la risposta del Ministero della Difesa Italiano in un comunicato riportato  nel sito ufficiale. Dunque l’installazione delle parabole potrà iniziare “soltanto quando saranno resi noti i risultati” e non se i risultati non dovessero verificare alcun pericolo o danno per la salute: sembrerebbe quasi, se non un avvertimento,  un tono così sicuro e consapevole di ciò che i risultati porteranno.

Nel frattempo continuano più intensi i presidi nella base, diffuso anche un appello per invitare più gente possibile a fermare il Golìa, una lotta che deve assolutamente vedere uniti tutti i siciliani senza colori, orientamenti o indirizzi politici: Il Muos colpirà tutti. E mentre da tutta Italia, nonostante il silenzio mediatico, arrivano consensi anche da parte dei No Tav e di diversi movimenti contro lo stesse basi americani nei rispettivi territori, in Sicilia si continua a lottare ancora una volta per la liberazione: stavolta non più quella per del 25 Aprile, ma in attesa di una nuova, vera e definitiva.

di Redazione

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