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Mozambico, tra sfruttamento e tensioni interne

Redazione on 26 ottobre 2018 - 06:39 in Africa, Primo Piano

Mozambico – FRELIMO e RENAMO: sembra il nome di un’accoppiata di comici milanesi degli anni 70; di accoppiata si tratta in effetti, ma i motivi sembrano tutt’altro che comici e per una popolazione fiera ed orgogliosa come quella mozambicana, questi due nomi vogliono significare la guerra civile, il gioco di potenze perpetrato in piena guerra fredda in quella fetta di Africa del sud, spartizione di potere, poltrone e territorio. In lotta da decenni, queste due fazioni sembrano aver fatto scoppiare la pace all’indomani dell’implosione dell’Unione Sovietica, dando vita all’ennesima democrazia farsa del pianeta e dell’Africa più in particolare.

MozambicoIl FRELIMO è stato sempre fedelissimo dell’Urss, il RENAMO degli Usa; si andò avanti così per quasi un quarto di secolo, con i secondi che, sotto la spinta della Nato, del Sudafrica dell’apartheid e dell’allora Rhodesia, cercano di scalzare dal potere i primi, fautori di una lotta armata anti portoghese, che portò nel 1975 all’indipendenza da Lisbona.
Ma da quel momento, per l’appunto, il Paese non ha avuto pace; FRELIMO e RENAMO, avamposti di guerra fredda nel paese, hanno aperto un contrasto che sul campo ha lasciato milioni di morte, danni economici ingenti ed un paese in cui l’emigrazione ha raggiunto picchi record. Poi nel 1990 la pace è stata firmata a Roma, visto che artefice del trattato fu la Comunità di Sant’Egidio.

Da quel momento, FRELIMO e RENAMO, da duellanti da condannare, sono diventati per l’occidente esempio da applicare per tutta l’Africa; il FRELIMO poi, guidato da Chissano, è passato idealmente dalla parte opposta all’Atlantico, stringendo accordi con Usa e Gran Bretagna ed addirittura entrando a far parte del Commonwealth, unico Paese non anglofono (visto che la lingua ufficiale è il portoghese) a farne parte.

Le immagini della Capitale Maputo con i grattaceli in costruzione, coperti dalle insegne pubblicitarie dei primi cellulari arrivati nel Paese in cui a parlare era una sorridente Maria Mutola, eroina nazionale per aver vinto diversi ori nell’atletica sia alle Olimpiadi che ai mondiali, erano l’emblema del “nuovo” Mozambico, riappacificato, democratizzato e sviluppato. All’occidentale però.

E così mentre diverse aziende occidentali e cinesi trasformavano la capitale o si arricchivano di preziose risorse naturali, sbandierando al mondo la crescita del Pil vicina alla doppia cifra per il Paese africano, il Mozambico in realtà rimaneva sempre molto povero e poco sviluppato, con una democrazia farsa, senza che mai ci sia stato un reale ricambio nel paese, visto ogni elezione è stata vinta dal FRELIMO, il quale ha solo spartito un paio di poltrone con il RENAMO.

Negli ultimi anni, sulla costa dell’Oceano Indiano sono stati scoperti quantità enormi di giacimenti di idrocarburi e qualche cancelleria occidentale si sta ricordando sulla cartina dove è posizionato il Mozambico; dunque, il Paese africano adesso fa nuovamente gola a molti ed è tornato nelle agende di diverse multinazionali.

di Redazione

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