Migranti, scontri al confine tra Grecia e Macedonia

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di Adelaide Conti

Tensione nelle zone di confine tra la Grecia e la Macedonia. Qui la pressione migratoria è arrivata al limite. Ieri mattina in Grecia centinaia di migranti sfiniti da giorni di attesa per varcare la frontiera, hanno preso d‘assalto la rete di confine tra i due Paesi per entrare in Macedonia. Circa trecento tra iracheni e siriani hanno tentato di forzare il valico dopo che le autorità macedoni hanno fissato dei limiti precisi all’afflusso giornaliero dei rifugiati. I migranti sono riusciti a forzare il cordone della polizia greca posizionandosi su alcuni binari della ferrovia. Le forze dell’ordine macedone sono immediatamente intervenute facendo uso di gas lacrimogeni.

La Macedonia, come diversi altri governi balcanici, ha adottato misure drastiche come quella di limitare a circa 580 il numero massimo giornaliero di migranti in entrata sul proprio territorio. Conseguentemente a tale decisione, la notte scorsa le autorità avrebbero autorizzato il passaggio di circa 300 persone per poi chiudere immediatamente la frontiera impedendo il passaggi di altri migranti. Inoltre, il Paese ha avviato i lavori di costruzione di una nuova recensione al confine con la Grecia. Lo confermerebbero fonti  dell’Ufficio governativo per la gestione delle emergenze che parlano di reparti dell’esercito all’opera da ieri sera per la costruzione di una recinzione di filo spinato alta 1,5 metri. Le autorità tengono a precisare che lo scopo di tale barriera non è quello di impedire il passaggio dei migranti, ma di garantire il flusso regolare e ordinato di quest’ultimi soprattutto nelle ore notturne per impedire che in tanti si disperdano nei boschi circostanti.

Di tutt’altro avviso è il ministro degli Esteri italiano Gentiloni che avverte:”Per  fronteggiare il dramma della migrazione “non serve alzare muri o steccati”, ma operazioni “diverse a partire dai corridoi umanitari”.

“L’Europa è sull’orlo del precipizio”, ha avvertito il ministro in un’intervista al quotidiano tedesco Handelsblat. Mi auguro che non ci siano decisioni drastiche e irreversibili – ha aggiunto – nelle ultime settimane ci sono stati maggiori controlli alle frontiere, ma sono ancora compatibili con le regole di Schengen. “Una chiusura vera e propria avrebbe conseguenze e porterebbe ad una reazione a catena in diversi Paesi dei Balcani occidentali. Comprendiamo le difficoltà di Paesi come l’Austria, ma la risposta deve essere europea, non unilaterale”, ha concluso Gentiloni.

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