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Mediterraneo, morti 2800 migranti nel 2017

Salvo Ardizzone on 8 novembre 2017 - 05:08 in Cronaca, Primo Piano

Anche nel 2017 il Mediterraneo ha accolto i cadaveri dei migranti che hanno perso la vita tentando di raggiungere l’Europa; nel solo anno che sta per concludersi le vittime sono circa 2800, per la precisione 2.775, questo è quanto riportano i dati dell’Agenzia delle Nazioni Unite, numeri presentati a Ginevra il 13 ottobre scorso.

I migranti e i rifugiati entrati in Europa via mare nel 2017 fino all’11 ottobre sono stati 142.913; 108mila, il 75%, sono giunti in Italia, dato confermato dal Ministero dell’Interno, il resto è suddiviso tra Grecia (21.050), Spagna (12.643) e Cipro (818); nello stesso periodo dello scorso anno, tra il 1° gennaio e l’11 ottobre 2016, l’Oim aveva registrato 318.791 arrivi, più del doppio rispetto a quelli di quest’anno. I decessi, sia pur in calo in numeri assoluti rispetto ai 3.688 morti del 2016, sono percentualmente assai più alti.

Purtroppo il Mediterraneo continua ad accogliere cadaveri; l’ultimo grave incidente è avvenuto nei giorni scorsi: a Salerno la nave spagnola Cantabria è giunta al molo con a bordo i corpi di 26 donne morte durante la traversata su di un gommone, segno che dalla costa libica i carnefici hanno ripreso il loro business, e segno che forse la strategia di Minniti non è così solida come era apparsa.

Il prefetto di Salerno ha definito gli ennesimi morti nel Mediterraneo “una tragedia dell’umanità”, le solite parole politicamente corrette che nulla cambiano per quei disgraziati; la Procura si è già riservata di aprire un’inchiesta per valutare se si tratta di omicidio. Dalla nave sono sbarcati 375 migranti (259 maschi, 116 donne, nove delle quali in avanzato stato di gravidanza), il Pm Masini stabilirà con i medici legali se effettuare autopsie sui cadaveri.

La prima ipotesi sulla causa del decesso è l’annegamento, anche se le autorità avvertono che è ancora troppo presto per esserne certi; a quanto sembra, le donne decedute, di nazionalità presumibilmente nigeriana, sembra fossero a bordo di un gommone dove vi erano anche uomini. Il barcone è affondato e le donne purtroppo hanno avuto la peggio, in quanto soggetti più deboli.

Sul fatto che di quest’ultimo naufragio i media si siano occupati poco o nulla, è circolato un tweet che riassume amaramente la realtà; in esso si fa riferimento alla cinica legge del giornalismo secondo la quale le tragedie per essere citate debbano avere tanti più morti quanto più distante avvengano; legge ribaltata in questi giorni in cui le pagine dei giornali sono state piene dei 26 morti della strage in Texas, ma hanno praticamente ignorato le salme di 26 donne sbarcate sul molo di Salerno. Ma si sa, erano migranti, non contano.

di Sebastiano Lo Monaco

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