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Marocco e Nigeria accordo sul gasdotto

Redazione on 7 dicembre 2016 - 04:06 in Africa, Primo Piano

Sabato scorso, Marocco e Nigeria hanno firmato un accordo per l’estensione della West Gas Pipeline (Wagp). L’accordo prevede che dalla Nigeria, via Marocco, il gasdotto arrivi verso l’Europa. Siamo dinnanzi ad uno dei più grandi e prestigiosi progetti di gasdotto pensati in Africa occidentale.

moorocoo-oil-and-gasIl lancio di questo progetto è stato annunciato, congiuntamente, dal Marocco e dalla Nigeria durante una cerimonia che ha visto la presenza del Re del Marocco, Muhammad VI e del presidente Nigeriano Muhammadu Buhari. Cerimonia che si è tenuta ad Abuja, capitale della Nigeria.

Venendo ai dati della costruzione, il gasdotto ha visto l’inizio dei lavori nel 2005 ed il primo gas a circolare si è avuto nel 2010. Il Wagp, al momento vede il collegamento tra la Nigeria, il Togo, il Ghana e, dopo quest’accordo, si estenderà in Marocco per poi arrivare in Europa. E’ progetto molto ambizioso, in quanto si creerebbe un mercato regionale dell’energia e dell’elettricità.

Marocco e Nigeria hanno presentato, quindi, quello che è sino adesso il più grande gasdotto in Africa occidentale. Gli stanziamenti arrivano da Ithmar Capital e Nigeria Sovereign Investment Authority che sono i fondi sovrani di ambedue i Paesi.

Il gasdotto, è stato affermato nella conferenza di sabato, verrà progettato con la collaborazione di tutti i soggetti coinvolti perchè sarà nell’interesse di tutti i partecipanti accelerare il processo di incremento energetico e di elettrificazione dell’Africa occidentale.

Marocco e Nigeria si pongono l’obiettivo di dar vita ad un mercato che sia il più competitivo possibile, sia sull’elettricità che sulla distribuzione del gas. L’indotto creerà altre possibilità economiche, come centri industriali che saranno attivi nella creazione di agro-alimentare e fertilizzate, in modo da attirare capitali stranieri e di incrementare la competitività e le esportazioni.

Il progetto che è nella fase terminale di studio avrà un costo di “svariati miliardi di dollari. Già in passato, la Nigeria aveva iniziato a discutere di un idea simile con l’Algeria, ma la cosa si fermò e non ebbe seguito, da qui l’idea proposta al Marocco. Questo accadde nel 2002. Il progetto non fu iniziato in quanto il gasdotto sarebbe passato per la regione del Sahel ed i rischi sarebbero stati eccessivi, vista la situazione all’epoca.

A differenza del 2002, oggi c’è la firma del memorandum, tra la Ithmar Capital ed il fondo sovrano della Nigeria. A questi si è unita la Ggif, Green Growth Infrastructure Gacility for Africa, ossia il primo fondo d’investimento “green” lanciato dalla banca mondiale. L’obiettivo di questo fondo, creato dalla banca mondiale, è quello di catalizzare la transizione dell’Africa verso un economia che sia sempre più  “Green”.

di Sebastiano Lo Monaco

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