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Malattia del cervello dei cervi minaccia gli esseri umani

Redazione on 14 febbraio 2019 - 12:06 in Ambiente, Cronaca

Un’infezione cerebrale incurabile, simile a quella della mucca pazza, soprannominata “malattia dei cervi zombie” che attacca cervi e alci, si è diffusa in 24 stati degli Stati Uniti e in Canada, mettendo a serio rischio la salute umana.

cerviLa malattia da deperimento cronico, la Chronic wasting disease (Cwd), rende le sue vittime scoordinate, confuse e aggressive, causando anche perdita di peso e – alla fine – la morte, dando origine al soprannome di “malattia dei cervidi zombie”. Gli animali malati camminano in schemi ripetitivi e perdono ogni paura degli umani. Come l’infezione della mucca pazza, la Cwd attacca il cervello e il midollo spinale, si crede che sia causata da prioni, proteine infettive che viaggiano nei fluidi corporei e rimangono contagiose per anni dopo aver lasciato il corpo del loro ospite.

Come successe per la mucca pazza, almeno ai suoi inizi, alcuni scienziati si sono fatti beffe del concetto che l’agente infettivo possa essere trasmesso agli umani. Altri vedono la storia ripetersi. “È probabile che i casi umani di Cwd associati al consumo di carne contaminata saranno documentati negli anni futuri”, è stato l’avvertimento di Michael Osterholm, direttore del Centro per la Prevenzione delle Malattie Infettive e della Ricerca dell’Università del Minnesota, rivolto ai legislatori al Campidoglio del Minnesota.

Il Minnesota è attualmente in preda alla sua peggiore epidemia di Cwd. La malattia è incurabile, e il suo lungo periodo di latenza significa che i sintomi possono richiedere un anno intero per manifestarsi: un cacciatore può sparare a un cervo dall’aspetto sano e portarlo a casa per cena senza sapere che sta consumando carne infetta. Uno studio canadese ha dimostrato lo scorso anno che i macachi alimentati con carne infetta da Cwd hanno sviluppato la malattia, portando le autorità canadesi a emettere un avviso sulla salute, che però si limita a sconsigliare di mangiare cervidi, mentre le agenzie statunitensi della fauna selvatica affermano che mangiare carne di cervo è una “scelta personale”.

Dal canto suo, il dott. Michael Osterholm è profondamente preoccupato per il fatto che gli sforzi generali per fermare la diffusione della malattia cronica da deperimento (Cwd) nelle popolazioni in cattività e selvatiche di cervi, alci e altri membri della famiglia dei cervi, noti agli zoologi come cervidi, sono ben lontani da ciò che è necessario per limitare la diffusione tra i cervidi e prevenire la potenziale trasmissione agli esseri umani.

“Se Stephen King potesse scrivere un romanzo di malattie contagiose, scriverebbe certo di prioni come questo”, ha dichiarato Osterholm, ricordando ai legislatori del Minnesota che esperti della sanità pubblica e dirigenti dell’industria della carne bovina hanno rifiutato per molto tempo di credere che la mucca pazza potesse infettare anche gli umani – fino a che i ricercatori hanno confermato la presenza della sua variante umana, la malattia di Creutzfeldt-Jakob, in persone che avevano mangiato carne infetta nel 1996. Secondo il ricercatore la Cwd seguirà un percorso simile a quello della mucca pazza, la Mad Cow Disease.

I tassi di infezione della Cwd sono altissimi tra alcune popolazioni di cervi in cattività negli Stati Uniti, raggiungendo il 79 per cento. Anche in natura, in alcune zone più di un cervo su quattro è stato infettato dalla malattia. Il rapporto sottolinea che l’incidenza della Cwd è “relativamente bassa” a livello nazionale, ma le tasche di alta incidenza nel Midwest hanno preoccupato i ricercatori, inclusa la squadra dell’Università del Minnesota, che stanno cercando di sviluppare un dispositivo di test rapido da utilizzare su animali vivi e morti.

di Cristina Amoroso

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