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Macedonia: prosegue la “normalizzazione” dei Balcani

Salvo Ardizzone on 8 agosto 2017 - 04:38 in Europa, Primo Piano

Dopo l’ascesa di Zoran Zaev a Premier, la Macedonia prosegue il percorso di “normalizzazione”, che prevede l’azzeramento dei tradizionali rapporti con la Russia e l’approdo del piccolo Paese nella Nato e, in prospettiva, nella Ue. Una “normalizzazione” che investe ormai tutti i Balcani, e che mira più che a stabilizzare i fragili Stati affiorati dalla dissoluzione della Jugoslavia, nei fatti importa assai poco, a legarli al carro della Nato.

Nei giorni scorsi è stato siglato un trattato fra Macedonia e Bulgaria, che prevede una cooperazione nel commercio, trasporti e dogane, e appoggio politico da parte di Sofia per l’integrazione macedone nella Ue e, soprattutto, nella Nato.

Il trattato vuole chiudere dispute pluridecennali che dividevano i due Paesi per controversie territoriali e politiche, e intende depotenziare iniziative irredentistiche (soprattutto macedoni) che hanno avvelenato spesso i rapporti fra Sofia e Skopje. Il progetto di una linea ferroviaria destinata a unire le due capitali vuole essere il sigillo del nuovo corso.

Al di là della stucchevole retorica con cui il premier bulgaro Borissov ha salutato la firma, la soddisfazione che trapela da Washington è la vera chiave di lettura dell’operazione, che dopo una lunga stagione di disordini (fomentati largamente ad arte, soprattutto da parte di quella minoranza albanese che è lo strumento preferito dal Dipartimento di Stato per la destabilizzazione dei Balcani) ha portato al potere Zoran Zaev.

Il nuovo Premier si è affrettato ad avviare la Macedonia sulla via che le era stata preparata verso la Nato e la Ue; con la “normalizzazione” ormai avvenuta, sono immediatamente cessati gli attriti con i vicini e gli stessi rischi di destabilizzazione, aprendo le porte agli accordi che la legano all’Occidente.

La stessa Atene, dopo 26 anni di freddezza e ostilità, ufficialmente motivata dal nome Macedonia che potrebbe indurre ambiguità e pretese sull’omonima regione greca, ha aperto uno spiraglio alla richiesta di Zaev di non opporre il veto all’ingresso di Skopje nella Nato e nella Ue: fra i due Paesi adesso un compromesso sarà assai semplice trovarlo.

A fotografare la vicenda con involontaria chiarezza è stato il ministro degli Esteri macedone Dimitrov: “…accettando la Macedonia, la Nato otterrebbe un effetto stabilizzante sulla regione”. Ovvero determinerebbe la sua completa omologazione agli interessi di Washington, espellendo qualunque altra influenza o possibile alternativa.

di Salvo Ardizzone

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