L’Iraq è nel caos e l’America fa business

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di Giovanni Sorbello

Il Pentagono ha manifestato giorni fa la volontà di vendere 24 elicotteri d’attacco Apache all’Iraq in un accordo dal valore di 4,8 miliardi dollari, il tutto per “aiutare” Baghdad a combattere i miliziani di al-Qaeda, gli stessi terroristi che sono stati armati, addestrati e infiltrati dagli Usa in Iraq.

Il Primo Ministro iracheno Nuri al-Maliki ha fatto pressioni su Washington per avere armi sofisticate e sistemi d’intelligence adeguati per combattere gli estremisti di Al-Qaeda nella provincia di Anbar.

Il Pentagono ha confermato al Congresso la vendita di armi in programma, che comprende anche 480 missili Hellfire e sistemi radar e di navigazione associati, secondo quanto riferisce la Defense Security Cooperation Agency, l’Ente che sovrintende le vendite di armi all’estero.

Il Congresso aveva separatamente notificato dei piani di locazione di sei elicotteri Apache per consentire la formazione di piloti iracheni sul velivolo, in una proposta dal valore di 1,37 miliardi dollari.

“Questa proposta di vendita sostiene gli interessi strategici degli Stati Uniti, fornendo all’Iraq una particolare capacità per proteggersi dalle minacce terroristiche e convenzionali, per migliorare la protezione delle infrastrutture petrolifere e le piattaforme, ed a rafforzare la sovranità irachena”, ha riferito la Defense Security Cooperation Agency.

Gli elicotteri AH-64 contribuiranno a fornire alle forze irachene il supporto aereo ravvicinato, la ricognizione armata e le missioni d’attacco anti-carro”, aggiunge l’Agenzia.

Da settimane violenti scontri sono in corso a Ramadi e in tutta la provincia di Fallujah tra l’esercito iracheno e miliziani anti-governativi, inclusi i membri dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante (Isil) legati ad al-Qaeda, che controllano alcune zone della provincia.

D’altronde, dovremmo ancora stupirci se decine di miliardi di dollari vengono investiti per armare eserciti o milizie?

 

 

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