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Libano: l’Esercito si prepara ad attaccare l’Isis

Salvo Ardizzone on 9 agosto 2017 - 04:38 in Attualità, Primo Piano

In Libano l’Esercito si sta preparando a lanciare un’operazione decisiva contro i daesh che infestano il confine con la Siria; ad assisterlo ci saranno i reparti di Hezbollah.

Dopo l’eliminazione dei qaedisti di Al-Nusra dall’area di Arsal operata dalla Resistenza, restano ancora centinaia di terroristi dell’Isis asserragliati nelle aree montagnose più impervie sul confine siriano; dopo anni, è giunto finalmente il tempo di liberare il Libano dalla loro presenza.

Oltre 3mila soldati dell’Esercito libanese saranno impegnati nell’operazione; secondo quanto annunciato martedì dall’Associated Press, l’offensiva coinvolgerà anche le formazioni di Hezbollah ed i reparti siriani dall’altra parte del confine. Stando ad una fonte vicina alla Presidenza riportata dal Daily Star, l’operazione è stata discussa in una riunione del Consiglio Supremo di Difesa presieduto martedì dallo stesso Presidente Michel Aoun, fissando gli obiettivi sulla periferia della città di al-Qaa e sul villaggio di Ras Baalbeck, oltre che sulla complessiva sicurezza in Libano.

L’azione preventivata è il naturale completamento dell’offensiva di sei giorni condotta da Hezbollah contro i takfiri di al-Nusra per ripulire la zona di Arsal. Secondo il ministro degli interni libanese Nohad Machnouk, ci sono almeno 400 terroristi del Daesh sul lato libanese della frontiera, e diverse altre centinaia sul versante siriano.

Già lunedì scorso l’Esercito ha bersagliato i rifugi dell’Isis nei pressi di al-Qaa e Ras Baalbeck, come risposta al lancio di razzi Grad sul territorio libanese. Secondo Hisham Jaber, un generale in pensione, l’operazione per sradicare il Daesh potrebbe durare a lungo, a causa dell’asprezza dei luoghi e dell’organizzazione dei takfiri.

Negli ultimi tempi, l’Esercito libanese ha aumentato notevolmente l’impegno contro i terroristi; ciò è la conseguenza dei mutati equilibri in Libano, che hanno visto nell’elezione alla Presidenza di Michel Aoun nell’ottobre scorso il segno tangibile di una rottura con il passato, quando il Paese risentiva pesantemente dell’influenza saudita e americana.

A seguito del radicale cambiamento della situazione in Medio Oriente, gli equilibri si sono rovesciati e, con Aoun alla Presidenza, l’Esercito ha avuto finalmente mano libera per contrastare i terroristi e i takfiri che insidiano il Libano, ponendosi al fianco di Hezbollah.

di Salvo Ardizzone

 

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