Le mani saudite sull’Egitto

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di Salvo Ardizzone

Tarek el-Molla, capo della Egyptian General Petroleum Corporation (Egpc), la società petrolifera di Stato, ha dichiarato alla Reuters che, dal mese di aprile e fino ad agosto, l’Egitto riceverà forniture di petrolio saudita del valore fra i 650 e i 700 ml di $ al mese, per un complessivo di circa 3 mld, per alleviare la grave crisi energetica del Paese. El-Molla non ha specificato se tali aiuti in prodotti petroliferi siano in aggiunta ai 2 mld già annunciati lo scorso anno, subito dopo che l’esercito aveva deposto il Presidente Morsi, unitamente a vari altri sussidi.

Queste ulteriori forniture, usate in alternativa al gas in alcune centrali, sono vitali per impedire che, con l’arrivo del periodo caldo, si verifichino i massicci e continui blackout della rete elettrica, che l’anno scorso hanno contribuito potentemente a sollevare l’ondata di proteste contro Morsi e il Governo della Fratellanza Mussulmana, culminate con la deposizione del Presidente.

In realtà, la rete elettrica egiziana è in condizioni pietose e avrebbe un disperato bisogno di massicci investimenti per essere rinnovata; al momento, secondo gli esperti, la sua inefficienza e la scarsità di gas, rendono inevitabile un grave deficit energetico. Lo scorso anno, e fino alla caduta di Morsi, il Qatar, che sosteneva apertamente il Governo dei Fratelli Musulmani, aveva in qualche modo fatto fronte con massicci invii di gas liquefatto, forniture che sono state sospese dopo il colpo di Stato che ha deposto il Presidente e represso sanguinosamente le proteste della Fratellanza.

L’Egitto tiene i prezzi dell’energia fra i più bassi al mondo, e un loro aumento, qualora dovesse procurasi il necessario sul mercato, potrebbe innescare disordini in un Paese che non ha ancora pace, e aggravare una crisi economica rovinosa.

Il gioco dei sauditi è più che chiaro: comprano il regime di Al-Sisi e dei suoi Generali per avere un Governo assoggettato; perché l’Egitto faccia loro da docile sponda negli intrighi che ancora e sempre continuano a intessere in tutto il Medio Oriente, e contro il grande avversario che li terrorizza, l’Iran.

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